3 settembre 2010 / 10:45 / tra 7 anni

Unicredit, Puglisi: su libici tempesta in bicchier d'acqua

CERNOBBIO (Reuters) - Il tema sollevato da alcuni esponenti politici della Lega Nord sulla presenza di azionisti libici in Unicredit è “una tempesta in un bicchier d‘acqua”.

<p>L'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo in foto d'archivio. REUTERS/Stefan Wermuth</p>

Lo ha detto Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia, tra gli azionisti di Unicredit, a margine del workshop Ambrosetti.

“Penso sia una tempesta in un bicchier d‘acqua, i libici non hanno posto nessun problema”, ha detto Puglisi.

“Che ci sia agitazione è palese ma sono stupefatto che i temi vengano posti dal mondo politico, mentre non mi pare che né esponenti di fondazioni né il management abbiano espresso giudizi, opinioni e pareri”, ha proseguito. “La politica stia un passo indietro, la finanza sia gestita da chi si occupa di finanza”.

“La cultura finanziaria degli arabi è diversa da quella europea: loro investono per avere reddito non potere. Se la banca è governata in modo trasparente, agli arabi può anche non interessare chi la governa”, ha aggiunto.

“La banca va bene, sta facendo grandissimi sforzi. Per anni è stato detto che era un modello da imitare perché andava all‘estero. Adesso la mettiamo in croce?”.

Puglisi ha poi ricordato che i libici nell‘azionariato di società italiane non sono una novità, visto che in passato sono stati in Fiat o Capitalia. “Sono stupefatto di questa grande attenzione anche perché non mi sembra che sul fronte UniCredit ci siano problemi”, ha aggiunto.

A chi faceva notare i possibili risvolti sulla banca derivanti dal rinnovo degli organi di Fondazione Cariverona previsto nei prossimi mesi, Puglisi ha detto di ritenere che “il rinnovo delle cariche di una fondazione non può influenzare i destini di un grande gruppo come Unicredit che è una banca internazionale”.

“Fondazione Cariverona ha circa il 5% e il restante 95% che pensa?”, ha concluso a questo proposito Puglisi.

Sull‘ipotesi dell‘ingresso di fondi sovrani nel capitale UniCredit, lanciata dalla stampa tempo fa, Puglisi ha espresso un‘opinione positiva visto che “siamo in un‘economia di mercato e non in un paese socialista sovietico”.

Una battuta anche sulle verifiche che Consob sta effettuando sulla presenza dei libici: “normale dialettica istituzionale”, ha detto.

Infine Puglisi ha dichiarato che non gli risulta che all‘ordine del giorno vi sia lo spostamento della sede legale di UniCredit all‘estero.

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