1 settembre 2010 / 08:02 / 7 anni fa

Italia, Pmi manifattura rallenta crescita in agosto

MILANO (Reuters) - Rallenta la crescita del settore manifatturiero italiano in agosto, registrando il tasso di aumento più basso dallo scorso febbraio.

<p>Un'operaia al lavoro in un'industria manifatturiera di Omegna. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

A tassi più deboli crescono anche produzione, nuovi ordini ed esportazioni, mentre tornano i tagli all‘occupazione.

E’ quanto emerge dalla consueta indagine mensile condotta tra i responsabili acquisti di settore da Markit/Adaci, il cui indice destagionalizzato per il mese appena terminato è sceso a 52,8 da 54,4 di luglio. Per risalire a un valore inferiore a quello di agosto bisogna andare a febbraio 2010, quando l‘indice era stato pari a 51,6. Le attese per agosto erano di 54,0 in un range di previsioni compreso tra 52,0 e 54,6.

I livelli di produzione presso gli impianti manifatturieri italiani sono aumentati per l‘undicesimo mese consecutivo ad agosto ma il tasso di crescita segnalato ha rallentato rispetto a luglio fino a toccare il minimo in tre mesi.

Anche il miglioramento della voce nuovi ordini risulta più debole. Si tratta comunque dell‘undicesimo mese consecutivo di crescita grazie alla continuazione della fase di recupero economico e al miglioramento della domanda.

L‘esportazione migliora a un tasso superiore ai nuovi ordini destinati al mercato domestico ma anche in questo caso si registra una maggiore debolezza rispetto all‘andamento di luglio.

Inversione di tendenza rispetto a luglio invece per l‘occupazione, con le aziende che sono tornate a ridurre i posti di lavoro. Il relativo indice è infatti sceso, anche se di poco, al di sotto di 50, lo spartiacque tra crescita e contrazione di un‘attività, fermandosi a 49,4 da 50,3 di luglio e rispetto a 49,7 di giugno.

Se si considera la dimensione delle aziende, quelle medie e piccole hanno operato lievi tagli di posti lavoro, mentre le grandi hanno registrato un piccolo incremento.

L‘inflazione dei prezzi d‘acquisto ha rallentato per il quarto mese consecutivo, anche se la media dei prezzi ha continuato ad aumentare ad un ritmo notevolmente più rapido rispetto al trend dei prezzi alla vendita, questi ultimi in aumento da sei mesi.

L‘aumento dei prezzi delle materie prime, secondo l‘indagine, è la causa principale dell‘inflazione dei costi.

Infine, in calo le giacenze di magazzino sia di fattori produttivi che di prodotti finiti.

“Questi dati indicano un rallentamento della spinta che sostiene la crescita della produzione industriale in Italia e aggiungono più credibilità alla tesi secondo cui il secondo trimestre rappresenta l‘apice del balzo del settore manifatturiero”, commenta Andrew Self, economista di Markit. “Detto questo però, sia i livelli di produzione che dei nuovi ordini continuano ad aumentare a tassi elevati, suggerendo quindi come il settore manifatturiero stia ancora giocando un ruolo determinante per la ripresa dell‘economia italiana”.

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