23 agosto 2010 / 06:54 / 7 anni fa

Passera: governo deve mettere crescita a primo punto programma

RIMINI (Reuters) - Il governo deve mettere la crescita al primo punto della sua politica - piuttosto che parlare d‘altro come sta facendo - e reperire risorse per poter investire dai 40 ai 60 miliardi l‘anno prossimamente per lo sviluppo.

<p>L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera (foto d'archivio). REUTERS/Remo Casilli</p>

Lo ha detto l‘amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera ieri, alla giornata inaugurale del Meeting dell‘amicizia in corso a Rimini.

Al segeretario generale della Cisl Raffaele Bonanni che commentando i venti di crisi e di elezioni che spirano nella maggioranza dice che “non possiamo andare alle elezioni fra 6 mesi perché il Paese andrebbe all‘aria, gli speculatori ci manderanno all‘aria e gli investitori sfuggiranno”, Passera replica che non vuole parlare di elezioni, “che è materia che compete a [il presidente della Repubblica Giorgio] Napolitano se sciogliere o no il Parlamento”, ma “il giorno in cui si andasse alle elezioni spero si possa andare sulla base di una visione di sistema Paese e non sulla base delle polemiche”.

Secondo il banchiere di Intesa, per risollevare il Paese dalla crisi, alla quale ha saputo far fronte grazie al mantenimento di rigorosi saldi pubblici e ad un sistema bancario solido, bisognerà “per un po’ di anni investire 40-50-60 miliardi all‘anno. Ci sono, si possono trovare. E’ un problema di coraggio politico”.

Proprio sul tema della crescita si dipanerà gran parte dei dibattiti della settimana riminese avviata ieri, come ha detto anche il presidente della Fondazione per la sussidiarietà Giorgio Vittadini.

I prossimi giorni sullo stessa tema si confronteranno la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il presidente di Generali Cesare Geronzi e l‘amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, insieme con una nutrita pattuglia di ministri guidata dal titolare dell‘Economia Giulio Tremonti e alla quale farà da apripista questa mattina il titolare del Welfare Maurizio Sacconi.

Gli organizzatori hanno invece smentito le voci secondo le quali il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrebbe intervenire alla manifestazione riminese: “Non è in programma e non è stato invitato”, hanno tagliato corto.

L‘intervento di Passera ha in diverse parti echeggiato i richiami di un altro imprenditore, Luca Cordero di Montezemolo, all‘impegno diretto della classe dirigente del Paese nella proposizione di interventi politici. Ma l‘AD di Intesa ha negato, come ipotizzato da qualcuno dopo la sua intervista di tre giorni fa al Corriere della sera, che sia alle porte un impegno diretto del banchiere in politica in qualche neo formazione centrista: “Le cose venute fuori oggi sono cose che da 10 anni andiamo dicendo, ciascuno di noi facendo bene il suo mestiere”, ma questo impegno “non va in nessun modo letto in maniera politica e partitica” anche se, davanti alle mancanze della politica, “c’è indignazione”.

Su Basilea 3 per Passera è anche presto fare valutazioni: “L’accordo raggiunto nei giorni scorsi rappresenta sicuramente un passo positivo verso Basilea 3. Sono state introdotte delle modifiche importanti rispetto alle proposte iniziali che rendono il pacchetto meno recessivo di quanto si potesse temere all’inizio. Rimane però da capire a quali livelli verranno alla fine fissati i nuovi parametri patrimoniali. Ma la crisi non è stata causata solo da insufficienti dotazioni patrimoniali ma anche, e soprattutto, da eccesso di indebitamento (leverage), da eccesso di speculazione sulla liquidità (mismatching delle scadenze) ed eccesso di utilizzo di derivati su mercati non regolamentati (Otc). Non è ancora chiaro se e come Basilea affronterà questi problemi. Certamente non si percepisce la volontà di premiare da un punto di vista regolamentare le banche dell’economia reale e del credito rispetto a quelle del trading finanziario”.

Il banchiere ha infine smentito le indiscrezioni secondo le quali ci sarebbe un interesse di Intesa per la montenegrina Prva Bank: “No, non c’è nulla”. Sulle sofferenze non si toccherà nuovamente la quota “enorme” del 2009 a 3,7 miliardi, “l‘anno peggiore” e da quest‘anno “avremo cifre calanti, ma sempre significative”. Passera ha anche confermato di essere favorevole ad una maggiore tassazione sulle attività finanziarie e di essere contrario alle vendite alle scoperto (“un fatto speculativo negativo”).

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