11 agosto 2010 / 07:15 / tra 7 anni

Usa, Fed annuncia misura di sostegno, tassi invariati

<p>Il capo della Federal Reserve Ben Bernanke REUTERS/Jim Young</p>

WASHINGTON (Reuters) - Tassi di interesse invariati negli Usa, ma dalla Fed arriva l‘annuncio di una nuova iniziativa a sostegno dell‘economia del paese, in fase di frenata.

I tassi sono stati confermati ieri sera all‘attuale livello, tra lo zero e lo 0,25%, come atteso da tutti gli economisti. E la banca centrale ha ribadito l‘intenzione di mantenere il costo del denaro a livelli “eccezionalmente bassi” per un periodo “prolungato”.

Ma la vera novità del meeting di ieri è stata la decisione che porterà la Fed a reinvestire i ricavi dei bond in scadenza legati ai mutui nell‘acquisto di titoli di stato.

Si tratta di una cifra pari a quasi 1.300 miliardi di dollari in bond legati al mercato immobiliare, acquistati dalla Fed nel 2008 nel picco della crisi finanziaria, con l‘obiettivo di abbassare il costo del denaro.

I nuovi acquisti riguarderanno governativi Usa sulle scadenze comprese tra i due e i dieci anni, per un ammontare stimato tra i 100 e i 150 milardi di dollari annui a seconda della quantità dei bond nel portafoglio della Fed che arrivano a maturazione.

Si tratta di un intervento di portata limitata ma che segnala in maniera chiara l‘intenzione della banca centrale di stimolare l‘economia.

“L‘effetto reale di quello che faranno è molto minore rispetto a quello simbolico” spiega Burt White di Lpl Financial. “Quello che vogliono comunicare al mercato è che faranno di tutto per opporsi a qualsiasi rischio di ‘double dip’”.

Da segnalare, per la quinta volta consecutiva, il voto contrario alla politica di tassi a zero della banca centrale da parte del presidente della Fed di Kansas City Thomas Hoennig, secondo cui l‘economia Usa non ha bisogno di ulteriore stimolo.

ECONOMIA, PROSPETTIVE DEBOLI

Nonostante il dibattito sulla ‘exit strategy’ della prima parte dell‘anno, ovvero sulle modalità di rimozione delle misure straordinarie di stimolo monetario, i deboli dati dell‘ultimo mese hanno costretto l‘istituto centrale a rivedere in peggio il quadro delle proprie aspettative economiche.

”Il passo della ripresa nella produzione e nel mercato del lavoro ha rallentato negli ultimi mesi“ ha certificato la Fed nel comunicato che ha seguito la riunione di politica monetaria, aggiungendo che ”la ripresa sarà nel breve termine verosimilmente più modesta di quanto anticipato.

La banca centrale Usa sottolinea che i consumi privati “crescono gradualmente”, ma che restano “costretti” dall‘elevata disoccupazione, dalla debolezza del mercato immobiliare e dal difficile accesso al credito. D‘altra parte, prosegue il comunicato della Fed, l‘inflazione è destinata a rimanere attenuata ancora per diverso tempo, con aspettative stabili nel lungo periodo.

E ora sono numerosi gli operatori che interpretano l‘ultima decisione come preliminare all‘adozione di misure più decise di intervento, qualora i problemi dell‘economia Usa dovessero farsi più gravi.

Diversi esponenti della Fed hanno già spiegato di recente che esiste un‘ampia serie di strumenti che possono essere adottati in caso di difficoltà nella ripresa dell‘economia. Secondo gli osservatori si spazia dalla riduzione del tasso sui depositi bancari, attualmente allo 0,25%, fino ad una intensificazione del programma di acquisto di obbligazioni.

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