6 agosto 2010 / 12:51 / tra 7 anni

Acea-GdF, fonti: accordo in cda settembre, a francesi produzione

di Stefano Bernabei

ROMA (Reuters) - Il lungamente atteso accordo tra Acea e il suo socio e partner operativo francese GdF/Suez dovrebbe essere portato all‘approvazione del primo consiglio di amministrazione che verrà convocato a settembre.

Lo hanno detto a Reuters fonti vicine alla trattativa che da molti mesi ha impegnato management e azionisti sul futuro delle attività finora in comune nella produzione, distribuzione e trading di elettricità.

“C’è un avanzamento fortissimo della negoziazione per arrivare a una possibile conclusione, mancano però ancora alcuni dettagli e i passaggi formali nel consiglio di amministrazione ed eventualmente la ratifica degli azionisti”, ha detto una delle fonti che ipotizza anche che il prossimo cda possa chiedere la convocazione di un‘assemblea per la ratifica degli accordi.

Da Acea non c’è stato alcun commento.

Secondo la bozza di accordo ancora oggetto di limature da parte degli advisor Mediobanca e Rothschild - concordano le due diverse fonti - “il 30% circa di Acea Electrabel Produzione, oggi in mano ad Acea, viene presa da Gdf/Suez mentre Acea rimarrebbe con qualche asset minore”.

Questo passaggio, che interessa Gdf/Suez per avere il controllo della gestione dell‘intera filiera di produzione di elettricità in Italia, verrebbe compensato per Acea con l‘acquisizione dai francesi “del 40% di Acea Electrabel Elettricità e un conguaglio in contanti”.

Resta ancora aperta la discussione sul destino dell‘attività di trading di elettricità che “probabilmente seguirebbe la strada della produzione”, dice una delle fonti che pure nota che questa del resto sarebbe la soluzione industrialmente più logica.

Acea si concentrerebbe così sulla distribuzione ai suoi clienti finali di elettricità, resterebbe un leader nel settore della gestione idrica e ha già detto che vuole gareggiare per la concessione per la distribuzione del gas di Roma che il Comune metterà a gara nei prossimi mesi.

Difficile da quantificare il conguaglio cash che “non sarà la cifra uscita sulla stampa, ma molto inferiore”, dice una seconda fonte a proposito dei 240 milioni oggi apparsi su un quotidiano. Questa fonte ipotizza piuttosto un più verosimile accordo “attorno a 100 milioni” anche perché si deve tener conto che oltre alle attività, escono dal perimetro di consolidamento anche i debiti relativi a quelle attività.

“E’ molto probabile che nel primo consiglio di settembre di Acea si arrivi alla ufficializzazione dell‘accordo, che potrebbe determinare il forte ridimensionamento o lo scioglimento della jv AceaElectrabel”, conferma la prima fonte dopo che ieri è stata resa nota la relazione semestrale che per la prima volta, sulla negoziazione accenna alla possibilità dello “scioglimento anticipato dell‘accordo di joint venture” e parla di “probabile soluzione concordata che eviti l‘arbitrato”.

Arbitrato che è stata un‘arma, non molto appuntita per la verità, che il management dell‘azienda romana ha avuto negli ultimi mesi per portare nella trattativa anche la richiesta di un risarcimento per una presunta violazione degli accordi di joint venture tra Acea e i francesi che prevedevano la prelazione per eventuali nuove attività acquisite da una delle parti.

Il possibile accordo quindi determina la fine dell‘attuale collaborazione industriale nell‘elettricità tra Acea e Gdf/Suez - oggi realizzato essenzialmente con le tre joint venture Acea Electrabel per produzione, trading e distribuzione - ed è possibile che la coda del negoziato tocchi anche il conseguente problema che si apre per Acea nell‘approvvigionamento di elettricità.

Acea potrebbe, secondo una della fonti, “voler negoziare a margine di questa trattativa, anche un eventuale contratto a lungo termine per la fornitura di elettricità, avendo ceduto la produzione”. Suez sarebbe quindi uno dei possibili fornitori dell‘elettricità che Acea deve assicurare ai suoi clienti finali nella provincia di Roma.

Allo stesso tempo nessuna delle fonti sentite da Reuters vede probabile una uscita di Gdf Suez dall‘azionariato di Acea.

I francesi negli ultimi mesi hanno alzato la loro partecipazione, oggi al 10,43%, anche se sono stati superati da Francesco Gaetano Caltagirone, attualmente al 13,23% e primo socio privato dietro il Comune di Roma che ha il 51%.

“Vendere per GdF/Suez significherebbe una probabile minusvalenza ma soprattutto perdere un punto di osservazione privilegiato in uno degli attori più importanti nel mercato italiano in cui sta consolidando la sua presenza nella produzione. Non credo proprio che vogliano uscire da Acea”, sintetizza una delle fonti.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below