6 agosto 2010 / 09:10 / tra 7 anni

Italia, Pil trim2 +0,4% su trim1, +1,1% su trim2

MILANO/ROMA (Reuters) - L‘economia italiana è cresciuta dello 0,4% congiunturale nel secondo trimestre, confermando il dato della prima frazione dell‘anno.

<p>Foto d'archivio di un operaio in una ditta di lavorazione acciaio. REUTERS/Claro Cortes</p>

I numeri, diffusi in via preliminare stamane dall‘Istat, sono destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi.

Su base annua il Pil è cresciuto dell‘1,1%, dal +0,5% del primo trimestre.

“L‘aumento congiunturale del Pil è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell‘industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell‘agricoltura”, ha commentato l‘istituto di statistica.

Sia il dato trimestrale sia quello tendenziale sono risultati in linea con le previsioni degli analisti, raccolte da Reuters.

“E’ un dato in linea con le attese del consensus, conferma che la ripresa continua” spiega l‘economista di Citigroup Giada Giani.

In attesa dello spaccato del dato, gli esperti appaiono concordi ad individuare negli investimenti, nell‘export e nelle scorte i pricipali fattori di crescita del pil italiano.

“E’ verosimile attendersi un‘espansione abbastanza solida per quanto riguarda la spesa per investimenti anche perché era l‘ultimo trimestre in cui era effettiva la Tremonti ter” commenta Davide Stroppa di Unicredit.

Il Pil acquisito per il 2010 è pari a un +0,8%.

Secondo l‘economista di West Lb Torge Middendorf si tratta “di una crescita ancora dettata soprattutto dal buon andamento delle scorte e dagli investimenti, in particolare in macchinari”.

Intanto l‘Isae prevede per il terzo trimestre dell‘anno una produzione industriale in crescita del 3,5% sui tre mesi precedenti. Una stima che sottolinea le buone prospettive del comparto industriale italiano, alla luce del dato odierno dell‘Ista sulla produzione di giugno, cresciuta dello 0,6% su base destagionalizzata.

CONSUMI DEBOLI

Gli economisti sembrano tuttavia altrettanto concordi nel sottolineare la persistente inconsistenza dei consumi.

“I fattori che sostengono il recupero sono il contributo delle esportazioni nette e delle scorte mentre la domanda domestica rimane debole” aggiunge Giada Giani.

Proprio i consumi sono ormai da più parti indicati come il vero punto debole dell‘economia italiana.

“Guardando alle ultime indicazioni su produzione di beni di consumo, le vendite al dettaglio e immatricolazioni auto, tutte deboli, emerge un quadro ancora poco incoraggiante per i consumi” conferma Torge Middendorf.

CRESCITA MINORE RISPETTO ALL‘EUROPA

I dati italiani sul pil del secondo trimestre anticipano di una settimana quelli delle altre principali economie di eurozona.

Venerdì prossimo verranno diffusi i numeri di Germania, Francia e zona euro e con ogni probabilità emergerà un altro trimestre in cui l‘Italia dovrà scontare una crescita inferiore a quella dei partner europei.

Le previsioni raccolte da Reuters indicano un pil tedesco in crescita dell‘1,3 congiunturale nel secondo trimestre. Per la Francia viene stimato un più contenuto 0,5% di crescita, comunque superiore al dato italiano. Per zona euro le stime sono fissate su un +0,7% trimestrale.

“Gli indicatori sulla fiducia lasciano pensare a una ripresa che continuerà nel terzo trimestre. Si tratta di una crescita più o meno ordinaria, che però si confronta con la straordinaria discesa del pil durante la recessione, quindi il recupero sarà lento” conclude la Giani.

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