2 agosto 2010 / 07:50 / tra 7 anni

Italia, Pmi manifattura luglio a massimi da maggio '07

MILANO (Reuters) - Si rafforza ancora la crescita della manifattura italiana in luglio, sostenuta dal forte aumento dei livelli di produzione e dalla prima espansione dell‘occupazione nel settore in circa due anni e mezzo.

<p>Immagine d'archivio di operai al lavoro in una azienda italiana. REUTERS/Robin Pomeroy (ITALY)</p>

L‘indice destagionalizzato Markit/Adaci, compilato interpellando i responsabili acquisti di settore, è salito il mese scorso a 54,4 da 54,3 di giugno, un incremento ridotto ma sufficiente da portare l‘indice ai massimi da maggio 2007.

“È un dato positivo, coerente con le forti indicazioni giunte dalla Germania, sia dal Pmi sia dall‘Ifo” afferma l‘economista di Unicredit Davide Stroppa.

A sostenere le condizioni del comparto manifatturiero è l‘aumento della produzione, in salita per il decimo mese consecutivo a luglio grazie al buon andamento della domanda.

Sempre in crescita infatti si confermano i nuovi ordini, seppure a un passo meno vivace che in giugno, complice il robusto apporto delle commesse estere.

“È indubbio che nella seconda metà dell‘anno ci sarà l‘attesa fase di moderazione della crescita, ma i dati fanno presagire che l‘inversione del ciclo arriverà un po’ dopo rispetto alle previsioni iniziali, dell‘inizio del terzo trimestre” prosegue Stroppa. “D‘altra parte anche l‘ultimo sondaggio Isae va in questa direzione, di un possibile miglioramento del quadro dei prossimi mesi, pur sempre in un contesto di rallentamento”.

L‘esigenza di aumentare la produzione ha spinto le aziende, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, ad accrescere la forza lavoro. L‘occupazione manifatturiera registra così il primo incremento da gennaio 2008, ponendo fine “alla più profonda e prolungata serie di perdite di posti di lavoro nel settore” nella storia del sondaggio.

Le nuove assunzioni si sono concentrate nelle aziende produttrici di beni di investimento, sottolineano i compilatori dell‘indagine. Nelle piccole e medie imprese si è invece continuato a registrare una limitata perdita di posti di lavoro.

Sono diminuite in giugno le pressioni sul fronte dei costi facendo scivolare l‘indice dei prezzi d‘acquisto ai minimi degli ultimi cinque mesi. L‘indice resta in ogni caso su livelli sempre sostenuti tanto che le aziende che nel mese hanno aumentato i prezzi di vendita hanno citato la salita dei costi come principale motivazione. L‘indice dei prezzi di vendita è salito per il quinto mese consecutivo accelerando da giugno ma restando sotto i picchi toccati in aprile.

Sempre in calo, per il sedicesimo mese di fila, si sono confermate le scorte di prodotti finiti, sebbene a un passo rallentato a riflesso dell‘aumento dei ritmi di produzione.

GERMANIA, BALZO DELLA MANIFATTURA

È il dato tedesco a sostenere la crescita della manifattura in tutta Europa. Per la Germania l‘indice Pmi finale di luglio mostra un incremento a 61,2 punti, da 58,4 di giugno.

In salita anche l‘indice di zona euro a 56,7 punti da 55,6 di giugno; in controtendenza la Francia, il cui indice Pmi, che pure continua a mostrare una crescita del settore, è sceso il mese scorso ai minimi da 10 mesi a 56,7 da 56,9.

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