30 luglio 2010 / 15:12 / tra 7 anni

P3, Bankitalia: in Ccf lacune in controlli e conflitto interessi

<p>Il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, ex presidente del Credito fiorentino, in una foto d'archivio. Picture taken March 20, 2010. REUTERSAlessandro Bianchi/Files</p>

FIRENZE (Reuters) - Nella relazione della Banca d‘Italia sul Credito cooperativo fiorentino, che ha portato al commissariamento dell‘istituto, gli ispettori scrivono che l‘assetto del governo della banca risulta “privo di contraddittorio e di controlli” e ravvisano un “potenziale conflitto di interessi” per il coordinatore del Pdl Denis Verdini, che fino alla settimana scorsa lo presiedeva.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, precisando che la mancanza di contraddittorio è relativa alla composizione del Cda -- dimessosi in blocco dopo Verdini “dimostrando di non avere nessuna autonomia” -- mentre la mancanza di controlli riguarda il collegio sindacale, che risulta privo dei necessari requisiti di autonomia e terzietà.

La relazione di 109 pagine è giunta questa settimana dopo che gli ispettori di Palazzo Koch hanno svolto sulla banca un‘ispezione '‘ordinaria‘’ ma con procedura di '‘urgenza’', con uno '‘scambio di informazioni continuo” con la procura di Firenze.

I rilievi mossi, spiegano le fonti, potrebbero anche avere rilevanza “penale, in quanto c’è una serie di reati relativi alle attività di controllo sulle società commerciali, come ad esempio l‘ostacolo alle attività di vigilanza”.

Verdini ha lasciato la presidenza dell‘istituto il 23 luglio scrivendo ai vertici che la sua presenza rischiava “di gettare un‘ombra sulla banca”.

NON USATA PRUDENZA CON BTP DI FUSI

Il coordinatore del Pdl, già indagato sia nell‘ambito dell‘inchiesta su presunti appalti pilotati per l‘eolico in Sardegna che in quella sulla presunta associazione segreta P3, risulta indagato insieme ad altre nove persone anche in un‘inchiesta della procura di Firenze che riguarda prestiti erogati dal Ccf nel 2008 a società del gruppo di costruzioni Baldassini-Tognozzi-Pontello (Btp) -- guidato, fino a qualche mese fa, da Riccardo Fusi, dimessosi dalla presidenza dopo l‘iscrizione nel registro degli indagati nell‘ambito dell‘inchiesta per presunta corruzione sull‘appalto per la Scuola Marescialli -- sulla base di contratti preliminari di compravendita fittizi.

La relazione ispettiva ha evidenziato anche rilievi sullo “sviluppo degli impieghi in alcuni casi non improntato a canoni di prudenza, verso soggetti tra i quali c’è anche la Btp”, in riferimento “alla concentrazione del denaro erogato, che sarebbe stato affidato a pochi soggetti e neppure ben individuati”, spiegano le fonti.

Dalla relazione, continuano le fonti, emerge che presso il credito cooperativo fiorentino Verdini avrebbe svolto operazioni potenzialmente “in conflitto di interessi” e che è “mancato il corretto esercizio dei controlli antiriciclaggio”, il che costituisce “un punto investigativo interessante”.

Altri rilievi sono stati mossi poi sulle lacune dei processi organizzativi e di controllo della quotidiana operatività dell‘istituto.

Gli ispettori di Bankitalia comunque, secondo le fonti, “non hanno fatto segnalazioni di rischio patrimoniale” per l‘istituto.

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