28 luglio 2010 / 13:29 / 7 anni fa

Arrestati Walter e Giovanni Burani per bancarotta

MILANO (Reuters) - La Guardia di Finanza di Reggio Emilia ha arrestato oggi su ordine del Tribunale di Milano Giovanni e Walter Burani nell‘ambito dell‘inchiesta della procura lombarda sul crack della società Mariella Burani Fashion Group.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, precisando che Walter - ex presidente - è agli arresti domiciliari e Giovanni - il figlio, ex-amministratore delegato - si trova invece in carcere a San Vittore.

L‘ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta in riferimento alle società Burani Designer Holding, Mariella Burani FG e Mariella Burani Family Holding, falso in bilancio per la Mariella Burani FG.

L‘accusa è di bancarotta fraudolenta per dissipazione, secondo l‘ordinanza di custodia cautelare che Reuters ha potuto leggere.

Al momento non è stato possibile ottenere un commento dalla società, né dagli avvocati della famiglia.

Gli indagati “dissipavano il patrimonio della fallita impiegando rilevanti risorse per sostenere il prezzo del titolo della controllata Mbfg spa, quotata alla borsa di Milano”, si legge nell‘ordinanza.

Walter e Giovanni, sostiene il gip nel documento, continuavano a comprare titoli di Mbfg, da parte della Bdh, “mediante ricorrenti e corposi acquisti sul mercato nonostante il prezzo del titolo continuasse a cedere e quindi sin dalle prime operazioni di evidenziasse una minusvalenza di dimensioni crescenti”. L‘acquisto di titoli interessa gli anni 2007, 2008 e 2009.

“L‘attività era tanto più fraudolentemente dissipatoria in quanto operavano nella consapevolezza che la reale situazione economica finanziaria e patrimoniale di Mbfg era sensibilmente deteriore rispetto a quella artatamente ostentata con le comunicazioni sociali”.

SOTTO ACCUSA L‘OPA DEL 2008

Nel documento si fa ampiamente riferimento all‘opa da parte della famiglia sul 15% di Mbfg nel settembre 2008. Il prezzo dell‘offerta, pari a 17,50 euro, risultava “assai più elevato del prezzo che si sarebbe dovuto fissare a 6,81 euro” alla luce della “falsa” rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Vengono anche sottolineate le “anomale” modalità di finanziamento dell‘opa, per complessivi 82,5 milioni, gli “incosistenti e inverosimili motivi” dell‘offerta. La procura ha accertato che degli 82,5 milioni, 45,8 milioni sono stati messi a disposizione da Centrobanca mediante finanziamento, 16 milioni dalla famiglia Burani e 20,6 milioni da investitori terzi.

Il lancio dell‘opa è stata quindi una “operazione dissipatoria del patrimonio” di Bdh e della Family Holding, le due holding a monte di Mbfg.

GIOVANNI IDEATORE TENTATIVI SOSTEGNO TITOLO

Riguardo alle responsabilità dei due imprenditori, la procura sostiene che Giovanni Burani “risulta essere stato l‘ideatore ed il diretto gestore della sistematica attività di ‘sostegno’ dei titoli delle quotate e dell‘Opa che - come si è visto - costituisce un ultimo ed estremo tentativo di anomalo ‘sostegno’ del corso di borsa delle azioni di Mbfg”.

Walter Burani “è la figura storica di riferimento del gruppo; le scelte per così dire ‘innovative’ del figlio Giovanni non potevano trovare attuazione senza il consenso del padre, che risulta infatti aver costantemente appoggiato l‘operato del figlio”, si legge nell‘ordinanza.

La condotta “fraudolenta e dissipativa”, in particolare di Giovanni e Walter Burani, secondo la procura continua “in modo sorprendentemente pervicace” anche dopo l‘esplosione della crisi del gruppo e durante le trattative per evitare il fallimento.

CAPACITA’ CRIMINALE E SPREGIUDICATEZZA DEI BURANI

Dalle conversazioni telefoniche intercettate, è scritto nell‘ordine di arresto, emerge “la spregiudicatezza assoluta e la capacità criminale dei Burani, in particolare di Giovanni”, i quali continuano a “cercare di far nuovamente ricorso ad operazioni fittizie” anche quando è già in corso un procedimento della Guardia di finanza, un procedimento penale a loro carico e una procedura amministrativa da parte della Consob.

La procura sostiene che esistono elementi che evidenziano la “specifica pericolosità di Walter e Giovanni Burani, la cui condotta variegatamente illecita si protrae nel tempo ormai da almeno tre anni”.

Da qui l‘evidenza, conclude l‘ordinanza, di esigenze cautelari che impongono di richiedere la misura della custodia cautelare in carcere per Giovanni Valter Burani e quella degli arresti domiciliari per Walter Burani.

La società Mariella Burani è da alcuni mesi in amministrazione straordinaria secondo la Prodi bis. La Mariella Burani FG è sospesa dalle quotazioni di borsa da diversi mesi.

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