28 luglio 2010 / 08:13 / 7 anni fa

Petroliera giapponese danneggiata in Oman da onda anomala

FUJAIRAH, Emirati Arabi Uniti/TOKYO (Reuters) - Una petroliera giapponese danneggiata da un‘onda anomala nello stretto di Hormuz, una delle tratte navali più importanti al mondo, si sta dirigendo verso un porto degli Emirati Arabi Uniti (Eau).

<p>Petroliera in foto d'archivio. REUTERS/ Lyle W. Ratliff</p>

I proprietari della nave hanno riferito di un‘esplosione a bordo, dicendo che potrebbe essere stata originata da un attacco. Un funzionario portuale, dopo aver parlato all‘equipaggio, ha detto che non ci sono prove a riguardo.

Non c’è stata fuoriuscita dalla superpetroliera, chiamata M Star, anche se alcuni dei 31 membri dell‘equipaggio sono stati feriti. Lo ha detto il direttore generale dal porto Fujairah degli Emirati Arabi Uniti dove la nave dovrebbe arrivare alle cinque del pomeriggio (15 ore italiane).

“La causa dell‘incidente è stata un‘onda anomala, ci sono stati danni nelle camere del ponte superiore della nave e alcune persone a bordo sono state ferite”, ha detto a Reuters.

“La nave non è stata trainata e non ci sono stati danni al motore”, ha detto il direttore generale aggiungendo che la nave sarà revisionata e dovrebbe poter riprendere il suo viaggio verso il Giappone.

La Guardia costiera di Oman ha detto che la causa dell‘incidente è stata una “scossa” mentre un funzionario del ministero dei Trasporti ha detto che lo stretto di Hormuz è rimasto aperto e continua ad operare come al solito.

Un sismologo nel vicino Iran ha detto che un terremoto di magnitudo 3,4 è stata avvertita a Bandar Abbas.

In precedenza, il ministero dei Trasporti giapponese ha detto che una “esplosione” è avvenuta a mezzanotte e mezzo ora locale.

“Un membro dell‘equipaggio ha visto della luce all‘orizzonte poco prima dell‘esplosione, per questo (il proprietario della barca Mitsui O.S.K.) pensa che sia possibile che sia stato causato da un attacco esterno”, ha detto il ministero giapponese in una nota.

Al Qaeda ha minacciato di attaccare le imbarcazioni nello stretto di Hormuz, rotta usata per il trasporto di circa il 40% del petrolio estratto in mare.

Circa 17 milioni di barili di petrolio passano giornalmente dallo stretto di Hormuz, mentre il petrolio del Medio Oriente rappresenta circa il 90% delle importazioni totali giapponesi.

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