27 luglio 2010 / 15:20 / tra 7 anni

Debito, Napolitano: ridurlo ma senza "mortificazioni"

ROMA (Reuters) - La riduzione del debito pubblico è un imperativo a cui l‘Italia non può sfuggire, ma non si possono per questo “mortificare” strutture importanti dello Stato come la diplomazia.

<p>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in foto d'archivio. REUTERS/Khaled al-Hariri</p>

Lo ha detto oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo alla Farnesina alla VII Conferenza degli ambasciatori.

“E’ un imperativo cui nessuno può sfuggire quello del contenimento e di una sostanziale riduzione del nostro debito pubblico. Quello della riduzione dell‘ingente stock di debito pubblico che l‘Italia porta sulle spalle... è nostro fondamentale interesse nazionale”, ha detto il capo dello Stato.

“A tutti i cittadini è necessario chiedere sacrifici in proporzione ai loro redditi effettivi, ma non postulando tagli di risorse e appiattimenti su parametri impropri, quasi che si trattasse di penalizzare gruppi di privilegiati e di intoccabili”, ha proseguito Napolitano riferendosi alla diplomazia, i cui rappresentanti anche oggi hanno ribadito il loro malcontento per i tagli previsti dalla manovra all‘esame del Parlamento.

“MANOVRA NON BASTA, SERVE IMPEGNO A LUNGO TERMINE”

Dal momento che “l‘obiettivo della riduzione del debito pubblico non si esaurisce in una manovra pur pesante... ma richiederà un impegno di ben più lunga lena”, secondo il capo dello Stato, “non dovrebbe essere difficile il convenire sulla necessità di dare la priorità, anche in termini di risorse, a politiche pubbliche di medio e lungo termine davvero cruciali per garantire il futuro del Paese; e sulla necessità di salvaguardare, rinnovare ma non mortificare, funzioni e strutture portanti dello Stato nazionale” come la politica estera.

Da parte sua il ministro degli Esteri Franco Frattini ha sottolineato che “la Farnesina deve certamente dare e darà un contributo al risanamento dei conti pubblici ma non può essere privata di risorse indispensabili a consolidare l‘Italia nel mondo”.

AMBASCIATORI: SI RISCHIA PARALISI DEL MAE

E Vittorio Claudio Surdo, decano degli ambasciatori, ha espresso a nome dei colleghi “profonda preoccupazione” per alcuni provvedimenti previsti dalla manovra, dal momento che le risorse complessive del Mae “hanno già subito un drastico ridimensionamento negli ultimi anni”.

“Continuiamo ad essere convinti che tali misure possano essere modificate”, ha detto Surdo, aggiungendo che in questa fase storica lo strumento diplomatico andrebbe rafforzato mentre così si rischia “la paralisi di un ministero”.

Napolitano ha poi spiegato che una svolta in senso federalista del Paese non può andare a scapito di “strutture necessariamente unitarie a livello nazionale”.

“Il nostro Stato sta vivendo un‘evoluzione in senso federalistico ... ma anche in Stati di antica e consolidata tradizione federale, funzioni come quella della politica estera non sono giudicate trasferibili dal centro alle istituzioni regionali e locali perché non frammentabili”.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below