23 luglio 2010 / 11:29 / 7 anni fa

Fiat, governo contrario a spostamento produzione Serbia

ROMA (Reuters) - Il governo è contrario al progetto annunciato da Fiat di spostare in Serbia la produzione dei modelli Multipla e Lancia Musa e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, invita l‘azienda a trattare senza assumere decisioni unilaterali.

“Credo che sia doveroso riaprire questo tavolo dedicato al progetto Fabbrica Italia, cioè quel progetto con il quale [l‘Ad Fiat, Sergio] Marchionne disse che era pronto ad investire negli stabilimenti italiani, a saturare la capacità produttiva degli impianti italiani nella misura in cui avrebbe avuto relazioni industriali normali e non conflittuali con scioperi selvaggi o altro”, ha detto Sacconi a Sky Tg24.

“Chiediamo [a Marchionne] di non agire unilateralmente e di discutere con la controparte sindacale sul modo di utilizzo dei siti produttivi italiani”, ha aggiunto Sacconi precisando che il governo “non deve più mettere in campo incentivi. Gli incentivi nel nostro Paese devono dipendere dall‘affidabilità complessiva del nostro Paese e da relazioni industriali cooperative”.

“Il governo non deve chiedere il tavolo, deve convocarlo”, ha risposto a Sacconi il segretario del Pd Pierluigi Bersani nel corso di una intervista a SkyTg24, preoccupato per l‘annuncio della Fiat.

In una conference call di due giorni fa, Marchionne ha annunciato che Fiat sposterà la produzione dei modelli Multipla e Lancia Musa in Serbia, da Mirafiori, tra la fine del 2011 e l‘inizio del 2012.

Duri i leghisti con le novità del Lingotto. Stamani il ministro dell‘Interno, Roberto Maroni, ha detto che il progetto “non sta né in cielo né in terra” dopo che ieri il suo collega Roberto Calderoli aveva detto che l‘annuncio del Lingotto deve essere di sicuro una battuta.

“Mi rifaccio al commento di un esimio collega di governo: non sta né in cielo né in terra”, ha detto Maroni a Venezia.

La Fiom ha proclamato per oggi uno sciopero di 2 ore in tutti gli stabilimenti Fiat per protestare contro la distribuzione di dividendi e premi agli azionisti. Il sindacato chiede la corresponsione immediata di 600-800 euro a tutti i dipendenti, anche a quelli in Cassa integrazione; il ritiro dei licenziamenti a Melfi e a Mirafiori; l‘apertura di un negoziato sulle prospettive industriali e occupazionali del gruppo.

Fiat ha siglato nelle scorse settimane un accordo su Pomigliano con i sindacati, Fiom esclusa, per portare la produzione della Nuova Panda dalla Polonia in Italia.

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