16 luglio 2010 / 06:53 / 7 anni fa

Marea nera, positivo il test di carico sul pozzo BP

WASHINGTON/HOUSTON (Reuters) - Il pozzo petrolifero danneggiato di Bp Plc nel Golfo del Messico non ha mostrato oggi segni di perdite, dopo che una nuova cupola di contenimento ha fermato il greggio, ma il presidente Barack Obama ha avvisato che c’è ancora molto lavoro da fare prima che la fuoriuscita sia arrestata definitivamente.

<p>15 luglio 2010, nuova cupola di contenimento durante i test di tenuta. REUTERS/BP/Handout</p>

Bp ha condotto dei test sul pozzo, dopo averlo chiuso ieri. La società ha detto che la pressione interna è aumentata come sperato, il che significa che la struttura sottomarina è intatta.

Intanto alcuni robot subacquei hanno esplorato il fondale circostante per verificare l‘eventuale presenza di perdite di greggio, rese possibili dal danneggiamento del pozzo.

“Non abbiamo trovato segni di alcuna frattura”, ha detto Kent Well, vicepresidente della BP con delega alle attività produttive ed estrattive.

Bp probabilmente riaprirà adesso il flusso controllato per permettere alle navi in superficie di raccogliere il greggio, ma la buona riuscita del test ha dimostrato la possibilità di sigillare il pozzo, nel caso che il lavoro delle navi dovesse essere interrotto da un uragano.

Obama, parlando alla Casa Bianca, ha accolto con prudenza la notizia. “Non avremo finito fino a quando non sapremo che avremo bloccato il pozzo e che avremo adottato una soluzione definitiva. Stiamo facendo progressi in questa direzione, ma non vorrei che pensassimo di aver già vinto”.

Grazie alla nuova cupola di contenimento installata tre giorni fa sul pozzo danneggiato della Bp, il petrolio ha smesso di riversarsi nel Golfo del Messico per la prima volta dall‘incidente del 20 aprile, che ha dato origine al peggiore disastro del genere dell‘intera storia americana.

Il gigante petrolifero britannico vuole fermare definitivamente la fuoriuscita con un pozzo secondario che dovrebbe intersecare il pozzo rotto, che si estende per 4 chilometri sotto il fondale marino, per poi tapparlo con fango e cemento il mese prossimo.

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