14 luglio 2010 / 14:34 / tra 7 anni

Derivati, gip Bari revoca richiesta interdizione Merrill

<p>Il logo di Merrill Lynch, oggi parte del gruppo BofA. REUTERS/Tim Chong (SINGAPORE)</p>

BARI (Reuters) - Il gip di Bari Anna Polemio, accogliendo una istanza della stessa procura, ha revocato la richiesta della misura interdittiva nei confronti di Merrill Lynch (oggi parte del gruppo BofA) dallo stipulare per due anni contratti con la Pubblica amministrazione nell‘ambito dell‘inchiesta sulla vendita di derivati alla Regione Puglia.

Lo ha riferito una fonte giudiziaria, aggiungendo che il giudice ha depositato gli atti trasmettendoli alla procura per il prosieguo delle indagini preliminari. Non è stato possibile al momento ottenere un commento da Merrill Lynch.

Era stata la procura stessa oggi, nell‘ambito dell‘udienza camerale, a chiedere la revoca della richiesta della misura cautelare, dopo che i legali di Merril avevano consegnato una integrazione di documentazione richiesta dal pm Francesco Bretone, che conduce l‘inchiesta.

Nel corso dell‘udienza a porte chiuse, hanno riferito fonti giudiziarie e legali, il pubblico ministero ha motivato la sua richiesta precisando che “Merrill Lynch ha accettato tutte le richieste della procura”.

“In considerazione del nuovo modello organizzativo adottato da Merril Lynch la pubblica accusa - ha dichiarato in aula il pm, secondo le fonti - ritiene che siano cessate le esigenze cautelari poste a base della richiesta interdittiva; in particolare, si ritiene che l‘adozione del modello organizzativo possa scongiurare da parte dell‘istituto bancario il reiterarsi della condotta criminosa contestata”.

Fra le misure adottate nel modello organizzativo, oltre alle prescrizioni contenute nello schema di regolamento ministeriale di attuazione dell‘articolo 62 del decreto legge 25 giugno 2008 -- non ancora in vigore -- le fonti hanno sottolineato che particolare rilevanza secondo la procura ha avuto il fatto che è stato stabilito che “la valutazione della convenienza economica dell‘operazione finanziaria debba essere fatta dall‘ente [pubblico] tramite un suo consulente e non dall‘istituto bancario”.

“Si spezza così quella commistione di ruoli delle banche che le vede ora quali advisor ora quali controparte”, ha detto in aula il pm, secondo le fonti. La procura avrà comunque il compito di vigilare affinché tutti i punti del modello organizzativo vengano concretamente adottati da Merrill.

RESTANO SEQUESTRI RATE IN SINKING FUND. INCHIESTA ANCHE SU BOND ACQUEDOTTO

Fonti giudiziarie hanno riferito che fra la Regione Puglia e Merrill Lynch sono in corso trattative per raggiungere un eventuale accordo transattivo. Una eventuale transazione economica fra le parti influirebbe nell‘alleggerire o revocare le misure di sequestro cautelare, mentre in ogni caso andrebbe avanti il procedimento penale.

Nel frattempo in ogni caso, i sequestri disposti dalla procura di Bari delle rate che la Regione versa nel sinking fund “restano in vigore fino a quando non ci saranno eventuali elementi di novità nella transazione tra le parti”, hanno precisato fonti della procura. La prossima rata scatta il 2 agosto ed è di circa 20-25 milioni.

L‘inchiesta condotta dal pm Bretone, che ipotizza il reato di truffa aggravata ai danni della Regione Puglia, riguarda l‘operazione finanziaria siglata dalla Regione (all‘epoca il presidente era l‘attuale ministro Raffaele Fitto) con Merrill Lynch per ristrutturare il debito della sanità collocando nel 2003-2004 bond per 870 milioni di euro.

Nell‘ambito dell‘indagine la magistratura barese ha disposto il 3 febbraio scorso il sequestro di beni, denaro, azioni e obbligazioni e quote societarie per 73,3 milioni di euro nella disponibilità di Merrill Lynch International, di Dexia-Crediop spa e di Daniele Borrega, funzionario della banca d‘affari londinese, che è stato anche interdetto dall‘attività professionale. Sequestrata anche la rata che la Regione versa nel sinking fund e come differenziale dello swap di circa 30 milioni.

Fra gli indagati, oltre a Merrill, Dexia e Borrega, figurano l‘avvocato Susanna Beltramo (consulente legale sia della Regione Puglia sia di Merrill Lynch), Maurizio Pavesi, socio della Fincon ed ex rappresentante di Merrill e Claudio Zecchi, funzionario di Dexia Crediop di Roma.

Sui bond “contestati”, la procura di Bari ha aperto nei mesi scorsi anche un altro fascicolo di inchiesta che riguarda un bond sottoscritto sei anni fa fra l‘Acquedotto Pugliese e Merrill Lynch.

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