14 luglio 2010 / 10:09 / 7 anni fa

Ance, investimenti indietro di 15 anni, non siamo cricca

ROMA (Reuters) - Gli investimenti nell‘edilizia sono calati nell‘ultimo triennio a livelli degli anni ‘90, mentre la domanda pubblica si è contratta del 21% dal 2004. I costruttori non sono però “una cricca, non siamo faccendieri”.

<p>Un cantiere edile in una foto d'archivio. REUTERS/Muhammad Hamed</p>

Sono i punti principali dell‘intervento del presidente Ance Paolo Buzzetti pronunciate in occasione dell‘assemblea annuale di oggi.

“Se il 2009 è stato il nostro ‘annus horribilis’, il 2010 non sarà quello della svolta. Alla fine dell‘anno avremo perso, rispetto al 2008, il 17% in investimenti, e nel comparto delle nuove abitazioni oltre il 30%. Il settore in appena un triennio è tornato indietro di 15 anni. La crisi ha espulso dal mercato più di 200.000 lavoratori. Ma i nostri operai che restano a casa non fanno notizia come quelli di una fabbrica che chiude”, ha detto Buzzetti.

Il presidente ha poi sottolineato che la “domanda pubblica continua a ridurre gli investimenti in nuove infrastrutture (-21% dal 2004 a oggi)” e, pur consapevole della crisi, ha espresso perplessità per la riduzione di risorse per investimenti: “ -20% nel 2009-2010, a cui farà seguito un‘ulteriore riduzione del 10% per gli anni 2011-12. Un taglio rilevante di risorse destinato a nuove infrastrutture che rappresentano ormai solo ill 2% del bilancio statale”.

“Degli 11,3 miliardi di euro del Piano Cipe finanziato nel 2009 solo il 2,7% si è trasformato in gare per lavori. A tre anni dall‘avvio dei programmi 2007-2013, dei 35,6 miliardi destinati a infrastrutture e costruzione nel Mezzogiorno solo circa l‘8% risulta impegnato”.

Poi la difesa della categoria dopo le recenti inchieste sugli appalti: “Noi non siamo la cricca, e non potremo mai esserlo. Non ci arrabattiamo tutto il giorno per cercare una raccomandazione o per entrare a far parte dei circoli di potere che aiutano a scalare la vetta e che sono in grado di trasformare aziende artigiane che nessuno conosceva prima in imprese con un fatturato con molti zeri. Siamo imprenditori e non faccendieri”.

Ance chiede infine “regole chiare e procedure snelle piu’ mercato e meno commissari”.

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