30 giugno 2010 / 12:30 / tra 7 anni

Patto Ue, Rehn: è debito pubblico che conta per sanzioni

BRUXELLES (Reuters) - Nell‘ambito della riforma del Patto di stabilità, una maggiore attenzione al parametro del debito si baserà in prima battuta sul debito pubblico, elemento cruciale per decidere eventuali sanzioni.

<p>Rehn in una foto d'archivio. REUTERS/Thierry Roge (BELGIUM - Tags: POLITICS BUSINESS)</p>

La Commissione potrà tener conto anche di numerosi altri fattori, tra cui il debito privato, per avere una visione d‘insieme.

Lo ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn dopo la presentazione della proposta dell‘esecutivo Ue sul rafforzamento della disciplina di bilancio.

“Non mischiamo tra debito privato e debito pubblico, c’è una distinzione tra questi due elementi. Alla fine per decidere sulle sanzioni si terrà contro del debito pubblico”, ha detto Rehn.

“È importante che, nel momento in cui rafforziamo il ruolo del debito nella procedura di deficit eccessivo, abbiamo una modalità intelligente di farlo”, ha aggiunto.

A questo proposito Rehn ha detto che l‘esecutivo Ue terrà conto di una serie di fattori “incluso il livello e la variazione del debito privato nella misura in cui potrebbe rappresentare una passività implicita per i governi”.

Nel dibattito sulla riforma del patto di stabilità, l‘Italia, che prevede per fine 2010 un debito pubblico di 118,4% del Pil, aveva fatto pressioni perchè, a fianco di una maggiore attenzione al debito pubblico, l‘Ue inserisse un esame dell‘indebitamento di famiglie e imprese.

Nel patto di stabilità la Ue indica una soglia di riferimento del 60% per il debito/pil e ai paesi membri con un indebitamento superiore a questa soglia viene chiesto di ridurre il quoziente a una velocità sufficientemente rapida.

Il documento presentato oggi da Rehn sul patto non è ancora disponibile, tuttavia, il Commissario ha indicato che, insieme al debito privato, la Ue potrebbe tener conto delle dinamiche demografiche, degli asset posseduti da un governo e di eventuali garanzie concesse dallo Stato a società private. Verrà inoltre considerata la valuta di denominazione del debito dello Stato.

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