30 giugno 2010 / 09:09 / tra 7 anni

Italia, Cpi giugno fermo su mese, aiuta domanda debole

MILANO (Reuters) - E' rimasta stabile 
l'inflazione in giugno, sorprendendo positivamente gli 
economisti che nella mediana delle loro stime vedevano un 
aumento seppur contenuto.
Non emergono quindi pressioni inflattive, a causa 
soprattutto della domanda interna contenuta, ma nemmeno ci sono 
timori di deflazione, come sta accadendo in altri paesi della 
zona euro, anche per una certa solidità nel mercato del lavoro 
in Italia.
Né si intravvedono particolari rischi nel prossimi mesi, con 
l'inflazione vista rimanere in Italia sotto il 2% almeno per 
tutto quest'anno.
Secondo le stime provvisorie di Istat, l'indice Nic dei 
prezzi al consumo è rimasto stabile in giugno rispetto al mese 
precedente ed è salito dell'1,3% su base annua. Il dato risulta 
inferiore alla mediana delle stime raccolte da Reuters fra gli 
analisti che indicava una crescita su maggio dello 0,2% e 
dell'1,5% sullo stesso mese del 2009. A maggio l'indice aveva 
mostrato un rialzo dello 0,1% in termini congiunturali e 
dell'1,4% in termini tendenziali.
"Non ci sono spinte inflattive, soprattutto a causa di una 
domanda debole, e anche nei prossimi mesi l'inflazione non sarà 
un problema" dice Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo. 
"D'altra parte non ci sono nemmeno rischi di deflazione come in 
altri paesi della zona euro, poiché in Italia il mercato del 
lavoro, per quanto indebolito, sta tenendo meglio della media 
europea, oltre al fatto che la struttura dei prezzi è più 
rigida".
I dati italiani armonizzati mostrano per giugno un dato 
invariato su mese e un rialzo dell'1,4% su anno (1,6 a maggio) 
in linea con il dato preliminare annuo della zona euro in calo a 
+1,4% in giugno (1,5% le attese) da +1,6% a maggio.
"Non ci sono pressioni inflazionistiche all'orizzonte" dice 
Clemente De Lucia, economista di Bnp Paribas a proposito 
dell'inflazione della zona euro. "Il calo dell'inflazione core 
limiterà le pressioni al rialzo sull'inflazione in generale che 
potrebbero arrivare dalle componenti più volatili".
Nei paesi più colpiti dalla crisi l'inflazione è negativa. 
"L'Irlanda da diversi mesi che ha un'inflazione negativa e anche
la Spagna ha un'inflazione 'core' con segno meno" osserva 
Mameli.
INFLAZIONE CONTENUTA IN TUTTI I COMPARTI IN GIUGNO
In un mese di inflazione nulla molti comparti del paniere 
Istat mostrano segni leggermente negativi.
"Da notare il calo del settore dei trasporti, per effetto 
della diminuzione del prezzo dei carburanti, del comparto 
dell'alimentazione, al di sotto della stagionalità, confermando 
il trend degli ultimi mesi, della spesa sanitaria e delle 
comunicazioni" osserva Mameli.
All'orizzonte le eventuali tensioni sono veramente contenute 
e dovute soprattutto a effetti confronto statistici.
"Stimiamo per l'indice Nic un lieve rialzo a luglio. Per la 
media d'anno la nostra stima è di 1,2%, l'incognita principale 
resta quella del greggio anche alla luce delle condizioni meteo 
e di eventuali uragani" dice Carmela Pace di Mps Finance.
"Per i prossimi mesi ci attendiamo un progressivo modesto 
accentuazione delle pressioni inflazionistiche che potrebbero 
arrivare a toccare 1,8-1,9 a novembre e dicembre per una media 
dell'anno che ci aspettiamo all'1,5%" dice Laura Cavallaro di 
Aletti Gestielle.
Eventuali fattori che potrebbero agire sull'inflazione sono 
principalmente esogeni.
"Nel panorama si potrebbero individuare pressioni 
provenienti dalle materie prime, nel caso l'economia momdiale si 
riprendesse in modo deciso e dal cambio debole" dice ancora 
Mameli. "Inoltre, visti i tagli agli enti locali da parte del 
governo si potrebbero vedere rialzi tariffari, ma tutto ciò 
dovrebbe restare essere bilanciato da una domanda interna ancora 
debole in Italia"..
sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano
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<p>Foto di archivio di una donna al supermercato. REUTERS/Shannon Stapleton</p>
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