29 giugno 2010 / 12:29 / tra 7 anni

Spie e telefoni, aperta nuova inchiesta, pm divisi su ricorso

MILANO (Reuters) - Una nuova indagine sulla raccolta illegale di informazioni riservate da parte di ex-manager di Telecom Italia è stata affidata al pm milanese Alfredo Robledo, dopo che il gup Mariolina Panasiti il mese scorso aveva trasmesso alla procura generale gli atti dell‘udienza preliminare -- compresi i verbali della testimonianza di Marco Tronchetti Provera, ex-numero uno della società telefonica -- che ha visto il rinvio a giudizio per l‘investigatore privato Emanuele Cipriani.

<p>Marco Tronchetti Provera, quando era presidente di Telecom, in foto d'archivio. REUTERS/Tony Gentile</p>

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che la procura milanese è divisa sul ricorso in Cassazione contro la decisione del gup di far cadere l‘accusa di appropriazione indebita nei confronti di Giuliano Tavaroli -- ex-capo della security Telecom e Pirelli, che ha patteggiato quattro anni e due mesi di carcere -- e di Cipriani. Nelle proprie motivazioni, il gup ha scritto di ritenere “altamente improbabile” che Telecom e Pirelli non sapessero delle attività dei loro manager.

Solo uno dei pm titolari dell‘inchiesta, Stefano Civardi, ha infatti firmato il ricorso in Cassazione, mentre il pm Nicola Piacente e il procuratore aggiunto Robledo non hanno firmato il documento non trovandosi d‘accordo.

Nel marzo scorso, Tronchetti Provera -- che non è mai stato indagato nel procedimento e ha sempre smentito di essere a conoscenza di eventuali attività illegali condotte dalla security -- era stato ascoltato come testimone.

Nell‘udienza preliminare conclusasi lo scorso 28 maggio, il tribunale di Milano ha accolto il patteggiamento di Telecom e Pirelli per un totale di 7 milioni di euro da versare allo Stato e alle parti civili, ha prosciolto l‘ex-funzionario del Sismi Marco Mancini e ha accolto il patteggiamento, oltre che per Tavaroli, anche per l‘ex leader della squadra informatica interna a Telecom, Fabio Ghioni, a tre anni e quattro mesi e per l‘ex manager di Pirelli, Pierguido Iezzi, a due anni e otto mesi di carcere.

Rinviato a giudizio insieme ad altri invece Cipriani: l‘udienza è stata fissata il 22 settembre davanti alla prima corte d‘Assise.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo agli imputati sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione di segreto d‘ufficio, falso, accesso abusivo a sistemi informatici, favoreggiamento e riciclaggio.

Pirelli e Telecom erano indagate per violazione della legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società per comportamenti illeciti dei propri dipendenti.

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