24 giugno 2010 / 08:57 / 7 anni fa

Confindustria migliora Pil 2010-2011 nonostante manovra

ROMA (Reuters) - L‘economia italiana è fuori dalla recessione e il Pil crescerà dell‘1,2% quest‘anno e dell‘1,6% nel 2011 nonostante gli effetti negativi della manovra che peserà di 0,4 punti sia nel 2011 che nel 2012.

<p>Giulio Tremonti in una foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

E’ quanto contenuto nelle nuove stime macroeconomiche pubblicate dal Centro studi di Confindustria, migliori rispetto all‘1,1% e all‘1,3% indicati a dicembre per il biennio 2010-11.

A favorire la crescita rispetto alle stime di dicembre sono intervenuti, secondo viale dell‘Astronomia, “il deprezzamento del cambio dell‘euro... il rapido recupero del commercio mondiale... il rafforzamento della ripresa italiana verrà dunque dalla domanda estera”.

Secondo il Tesoro la manovra avrà un effetto negativo sulla crescita dell‘economia di mezzo punto di Pil tra 2010 e 2012: 0,1 punti nel 2010 e 0,2 punti sia nel 2011 sia nel 2012. Di conseguenza, la crescita dovrebbe ridursi a causa della manovra allo 0,9% nel 2010, all‘1,3% nel 2011 e all‘1,8% nel 2012.

Già la Banca d‘Italia aveva stimato un impatto negativo sull‘economia dalla manovra.

Migliora per il Csc la produzione industriale, vista nel secondo trimestre a +0,6%, e “con un profilo trimestrale discreto (tassi medi di +0,4% congiunturale)” nei trimestri successivi. A fronte di questi dati Confindustria indica comunque il 2013 come anno per rivedere i valori medi della produzione registrati nel 2007.

CON LOTTA EVASIONE POSSIBILE CALO MEDIO ALIQUOTE 16%

Nel 2009 l‘evasione fiscale ha toccato i 124,5 miliardi pari all‘8,2% del Pil. La pressione fiscale effettiva - cioè al netto del sommerso - è stata pari al 51,4% a fronte del 43,2% del dato ufficiale. Per Confindustria occorre pertanto insistere sulla lotta all‘evasione utilizzando il gettito recuperato per una “riduzione delle aliquote che potrebbe essere in media del 15,9%”.

Da questo punto di vista il Csc esprime perplessità sulla effettiva capacità delle misure contenute in manovra di contrastare l‘evasione delle quali “è molto difficile oggi stimare gli effetti”. I proventi conseguiti vanno in ogni caso indirizzati “a ridurre le aliquote elevate e non ad abbattere il deficit pubblico. In questo modo si accompagna il risanamento con lo stimolo alla crescita”.

Il deficit/Pil è visto al 5,1% quest‘anno (dal 5,3% di dicembre) e al 4,1% (dal 5%) il prossimo, mentre il rapporto debito/Pil sale a 118,5 (dal 117,2) nel 2010 e al 118,9 (da 118,2) nel 2011.

Il saldo primario resta negativo quest‘anno a -0,5% per tornare positivo allo 0,9% nel 2011.

IN 2 ANNI PERSI 500 MILA POSTI LAVORO, RISCHIO PER 246 MILA

In Italia sono andati persi 528 mila posti di lavoro fra il primo trimestre 2008 e il quarto trimestre 2009. A questa cifra vanno aggiunti 335 mila lavoratori che hanno usufruito della cassa integrazione. Sono poi a rischio altre 246 mila persone fra fine 2009 e il 2011, secondo il Csc.

Il tasso di disoccupazione sarà pari all‘8,6% quest‘anno e al 9,2% nel 2011.

Il ricorso alla cig “è ulteriormente aumentato nel primo trimestre 2010, sfiorando quota 460 mila”, spiega Confindustria sottolineando come “l‘andamento dell‘occupazione nei prossimi mesi dipenderà in modo cruciale dal processo di riassorbimento dei cassintegrati”.

Il ricorso alla cig resterà alto per tutto il 2010 riguardando quasi 500 mila unità in media d‘anno a fronte dei 340 mila del 2009. “Comincerà a scendere significativamente solo nel 2011: 208 mila unità nel quarto trimestre, quasi 300 mila in media d‘anno, di cui il 30% in deroga”.

Considerando poi la domanda di lavoro, e il saldo fra nuova cig e il parziale assorbimento della precedente, “il numero delle persone occupate calerà di 144 mila unità dal quarto trimestre 2009 al quarto del 2010, e di altre 102 mila unità nel corso del 2011”.

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