18 giugno 2010 / 14:54 / 7 anni fa

Fiat, Marchionne vede esito positivo referendum Pomigliano

ALTAVILLA VICENTINA (Reuters) - Fiat vede un esito positivo del referendum tra i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano sull‘accordo tra azienda e sindacato.

<p>Una vista generale dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. REUTERS/Stefano Renna/Agnfoto</p>

“Mi aspetto un esito positivo, vediamo cosa succede”, ha detto l‘AD Fiat Sergio Marchionne a margine di un convegno della Fondazione Cuoa. Alla domanda su quale fosse la percentuale necessaria di voti favorevoli, Marchionne ha risposto: “Una percentuale tale da permettermi di usare lo stabilimento”.

“Le posizioni sono state prese e sono piuttosto chiare”, ha detto poi, commentando la contrarietà della Fiom su Pomigliano. “Mi dispiace che ci sia tutta questa polemica sull‘accordo, che doveva essere un accordo estremamente semplice”. Il referendum è in programma il 22 giugno.

Fiat ha annunciato nelle scorse settimane un investimento su Pomigliano da 700 milioni di euro per riconvertire lo stabilimento alla produzione della Panda, finora prodotta in Polonia, subordinato però a un accordo sindacale.

Fim, Fismic, Ugl e Uilm hanno firmato l‘intesa. La Fiom si è rifiutata di dare il via libera.

Marchionne si è lamentato del fatto che nelle trattative sindacali in Italia l‘azienda debba confrontarsi con una decina di interlocutori e non con uno solo.

”“Noi abbiamo bisogno come in America di un solo interlocutore con cui parlare e non di dodici. Anche il fatto che i nostri operai si siano divisi in gruppetti ci costringe a parlare (con tutti), dà fastidio e non è la cosa più efficiente”, ha detto il manager italo-canadese.

“Non si può andare avanti così se per portare una macchina in Italia bisogna parlare con 10 persone. E’ una cosa incredibile, mai vista”, ha detto Marchionne.

Il manager ha voluto mettere in evidenza la decisione di Fiat, fatto unico nel panorama europeo, di riportare la produzione dai paesi dell‘Est al proprio.

“Il problema è che stiamo cercando di portare avanti un progetto industriale italiano che non ha equivalenti nella storia dell‘Europa: non conosco nessuna azienda in Europa che è stata disposta e capace e ha avuto il coraggio di spostare la produzione da un paese dell‘Est di nuovo in Italia”, ha aggiunto, evidenziando il rischio che l‘industria manifatturiera italiana scompaia. “Se la vogliamo ammazzare me lo dite. Lo facciamo, sono disposto a fare quello che vogliono gli altri”.

“Se la Fiat non avesse voluto bene a questo paese non avrebbe mai fatto una mossa simile, 20 miliardi di investimento, un raddoppio della produzione in Italia, stiamo discutendo un discorso teorico su un affronto alla costituzione italiana, stiamo scherzando”.

A chi chiedeva del rischio cassa integrazione a luglio, Marchionne ha risposto: “Non lo so, stiamo valutando, tutto dipende dal mercato. Stiamo cercando di fare del nostro meglio ma il mercato è quello che è”.

Un‘ultima battuta in risposta all‘ex segretario della Cgil Sergio Cofferati che lo ha accusato di essere peggio di Cesare Romiti. Non conoscevo Romiti, quindi può darsi che abbia ragione. Non lo so”, ha detto l‘AD.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below