11 giugno 2010 / 12:50 / 7 anni fa

Bini (Bce): uscita paese da euro danneggerebbe fortemente tutti

MILANO (Reuters) - L‘uscita dalla zona euro di un paese in difficoltà o la riorganizzazione dell‘Unione monetaria in un club per le sole nazioni più stabili avrebbe costi molto elevati per tutti, paesi creditori inclusi.

Questa è la considerazione che ha spinto i paesi europei a scegliere la via del consolidamento fiscale per Atene e tutti gli altri, accompagnata da riforme strutturali e dal rinnovamento del Patto di stabilità. E la stessa visione ha trova forti sostenitori, al di fuori dall‘Europa, nei paesi del G7 e del G20, con gli Stati Uniti in prima fila che hanno premuto per il supporto del Fondo monetario ad Atene avendo bene in mente l‘impatto dell‘insolvenza di un paese avanzato.

Lo spiega Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio esecutivo della Bce in un discorso preparato per il meeting del ‘Consiglio per gli Stati Uniti e l‘Italia’.

“Le ipotesi presentate da alcuni rispetto alla possibilità che un paese abbandoni l‘euro o riguardo alla ricostituzione della zona euro in forma ridotta avrebbero effetti fortemente negativi su tutti, sia che si tratti di creditori netti sia di debitori netti”, dice Bini Smaghi.

“L‘impatto sarebbe ben più costoso che l‘approccio alternativo - standard - che prevede di attuare un rigido piano di consolidamento fiscale in tutti i paesi, iniziando dalla Grecia”, aggiunge.

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