10 giugno 2010 / 10:04 / tra 8 anni

Pensioni, ok aumento secco età donne PA a 65 anni da 2012

ROMA (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha trovato un accordo sulla norma che innalza a 65 anni dagli attuali 60 l‘età di pensione di vecchiaia per le donne della pubblica amministrazione a partire dal 2012 senza gradualità, adempiendo alle richieste europee.

<p>Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

La norma sarà inserita in un emendamento alla manovra 2011-12 e comporterà, nel periodo 2012-2019, un risparmio cumulato pari a 1,45 miliardi.

“Il testo contiene il passaggio alla equiparazione [dell‘età di pensione di vecchiaia] fra uomini e donne a 65 anni dal primo gennaio 2012 senza fasi intermedie e consente di certificare il diritto maturato dal 2011 in modo che anche restando al lavoro le donne possano far valere il loro diritto”, ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi in conferenza stampa.

Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha detto che la misura comporta nel breve periodo “risparmi molto, molto contenuti pari a zero nel 2010, zero nel 2011, 50 milioni nel 2012, 150 milioni nel 2013”.

“Nel medio e lungo periodo ci saranno ulteriori risparmi che andranno a finanziare il fondo per gli asili nido, la non autosufficienza e le politiche di conciliazione”, ha aggiunto.

Per effetto della finestra unica introdotta in manovra l‘età sarà aumentata a 61 anni dal 2011. Poi lo scatto a 65 anni.

La decisione di oggi fa seguito alla richiesta della Commissione europea che, in applicazione di una sentenza della Corte di Giustizia, ha giudicato inammissibile che l‘equiparazione tra impiegati e impiegate statali sia raggiunta solo nel 2018, come previsto inizialmente dal governo italiano.

In risposta alle critiche sollevate dal Pd in Parlamento, Sacconi ha ammesso che il governo poteva adeguarsi alle indicazioni dell‘Unione europea abbassando l‘età pensionabile degli uomini. Ma ha subito aggiunto: “Francamente immaginate voi come questo intervento sarebbe stato accolto sui mercati”.

Il ministro ha nuovamente precisato che la norma approvata oggi non prelude a ulteriori innalzamenti dell‘età pensionabile per il settore privato.

La Cgil in una nota parla di “provvedimento grave, aberrante e iniquo” e fa notare come già la finestra unica introdotta in manovra per pensione di vecchiaia e anzianità costituisca un aumento dell‘età pensionabile per tutto.

Secondo la Cgil “le assicurazioni del ministro Sacconi sul fatto che non cambia nulla per tutte le donne che maturano il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011 appaiono veramente come una presa in giro per le lavoratrici, visto che c’è una sola classe di età, quella del 1950, che riuscirà a maturare i 61 anni previsti nel 2011 (applicando, peraltro la finestra a scorrimento anche tali lavoratrici andranno comunque in pensione a 62 anni), mentre tutte le altre lavoratrici (classi 1951, 1952, 1953) saranno costrette a lavorare fino a 65 anni ed andranno in pensione a 66”, facendo riferimento ai nuovi coefficienti che dal 2015 adeguano letà della pensione alle aspettative di vita.

Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani aveva proposto di introdurre la flessibilità per l‘uscita di vecchiaia per unomini e donne.

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