8 giugno 2010 / 09:09 / 7 anni fa

RcAuto, aumenti tariffe a due cifre, indagine Sud-Isvap

ROMA (Reuters) - Il segmento dell‘assicurazione RcAuto è il tallone d‘Achille del sistema italiano con un peggioramento nel 2009 del rapporto tra spese e incassi, ma la risposta delle compagnie di aumentare le tariffe non è corretta.

<p>Automobili in coda a Roma (foto di repertorio) REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Lo ha detto il presidente dell‘Isvap Giancarlo Giannini nel corso della sua relazione annuale.

“Si sono acuite nel 2009 le difficoltà del settore RcAuto, che rischia di divenire una sorta di tallone d‘Achille del sistema, con effetti penalizzanti sui cittadini”, ha detto Giannini.

“Nel periodo aprile 2009-aprile 2010 sono aumentate a due cifre le tariffe medie ponderate relative a tutte le tipologie di assicurati sotto osservazione”, si legge nella sintesi della relazione letta da Giannini.

“La valutaziuone dell‘Autorità sugli aumenti tariffari è nota e non può che essere ribadita: non è la risposta corretta, è solo la leva più immediata e a più rapido effetto”, ha detto Giannini.

In Italia, rileva l‘Isvap, “il premio medio è praticamente doppio che in Germania, Francia e Spagna (407 euro contro rispettivamente 222, 172, 229)”, con incrementi cumulati tra il 2002 e il 2009 quasi tripli (17,9% contro il 7%) della media Ue.

L‘Isvap ha rilevato che in alcune zone del Sud, per giovani e neopatentati, assicurare un‘auto di media cilindrata arriva a costare anche oltre 7.000 euro. Per questo “ha aperto una indagine per verificare se tali livelli siano giustificati sul piano tecnico o non integrino piuttosto la fattispecie della elusione dell‘obbligo a contrarre, cui le imprese sono tenute”, spiega Isvap nella sintesi della relazione.

A proposito dell‘aumento dei prezzi dell‘RcAuto, l‘associazione delle compagnie replica all‘Authority che oggi ha rilevato che ancora i prezzi italiani sono circa doppi che in altri grandi Paesi europei: “I prezzi RcAuto sono alti in Italia perché i costi sopportati dalle imprese di assicurazioni sono abnormi, i più alti d‘Europa”, dice l‘Ania in una nota.

“In Francia la frequenza dei sinistri è del 4,4%, la metà di quella italiana. Il numero dei feriti è inferiore ai 200.000, un quinto di quelli italiani”, aggiunge l‘Ania.

Sul raffronto con la Francia è però nuovamente intervenuto Giannini a margine della presentazione della sua relazione.

“Il combined ratio [rapporto tra rimborsi per sinistri e spese rispetto agli incassi dei premi] in Francia nel 2008, ultimo dato disponibile, è stato superiore al 119% a fronte del 108% registrato nel 2009 in Italia e che naturalmente sta motivando questo rialzo delle tariffe”, ha osservato Giannini.

Il presidente dell‘Isvap ha messo in evidenza che “lo sviluppo dei rami danni in Francia è molto più significativo che in Italia e che questo premio ridotto in Francia con questa diffusione dell‘Rcauto serve per offrire ai clienti le altre polizze danni [incendio, furto, malattia], che in Italia invece viaggiano separate”.

PER ANIA INEFFICIENZE RCAUTO ESTERNE A SETTORE

L‘associazione delle compagnie di assicurazione dice comunque che “le inefficienze e le distorsioni sono esterne al settore assicurativo” e chiede a governo, Parlamento e autorità di rimuovere queste inefficienze.

In particolare si chiede una agenzia pubblica di contrasto alle frodi. “Una forte e coordinata azione di contrasto delle frodi e della diffusa speculazione potrà ridurre significativamente il prezzo dell‘RcAuto. Stimiamo che si potrebbe avere un risparmio del 20%”, dice l‘Ania.

L‘Isvap ha anche messo in evidenza un fenomeno che in parte è legato all‘elevato prezzo delle polizze auto, ovvero quello dell‘evasione assicurativa e delle imprese fantasma.

“Si moltiplicano i segnali che inducono a ritenere in aumento il fenomeno dell‘evasione assicurativa nel campo dell‘RcAuto”, si legge nella sintesi della relazione.

Cresce infatti il ricorso al fondo vittime della strada da parte di cittadini con veicoli non assicurati (oltre 21mila nel 2009), aumentano le cifre sui falsi contrassegni assicurativi in circolazione, cresce anche il fenomeno di imrpese che operano senza autorizzazione (dal 2002 sono 48).

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