7 giugno 2010 / 15:21 / tra 7 anni

Fiat-sindacati, domani l'incontro decisivo su Pomigliano

TORINO/ROMA (Reuters) - Fiat Automobiles e sindacati iniziano domani la tornata che dovrebbe essere decisiva della trattativa sullo stabilimento napoletano di Pomigliano d‘Arco.

Un confronto molto importante, su cui si giocano le stesse prospettive di continuita’ dello stabilimento, che occupa circa 5.000 addetti.

Lo aveva ribadito nei giorni scorsi l‘AD Fiat, Sergio Marchionne. Se non si riuscisse a trovare un‘accordo con i sindacati “la Panda andremo a farla da un‘altra parte”, aveva dichiarato ancora sabato sollecitando uno sforzo di tutti per trovare un‘intesa.

“La scelta deve essere condivisa con i sindacati: andiamo a domandare agli operai di Pomigliano se vogliono lavorare o meno”, ha aggiunto il numero uno Fiat.

Il test di Pomigliano è probabilmente decisivo anche per capire i possibili sviluppi del progetto “fabbrica Italia”, con cui l‘azienda vuole migliorare efficienza e capacità produttiva degli stabilimenti italiani del gruppo come condizione per il loro rafforzamento e sviluppo.

POMIGLIANO: PROGETTO E’ PRODUZIONE PANDA

Lo stabilimento napoletano (ex Alfa sud) dovrebbe produrre dal prossimo anno la nuova Panda, che verrebbe trasferita dalla Polonia, con un deciso incremento di capacità produttiva, utilizzo degli impianti e livelli occupazionali.

Per procedere nella ristrutturazione, che richiede un investimento di circa 700 milioni, la Fiat chiede una modifica sostanziale del modello organizzativo e delle condizioni di lavoro dello stabilimento, a partire da orari e turnazioni.

Organizzato attualmente su due turni giornalieri per cinque giorni settimanali, Pomigliano dovrebbe passare a 18 turni settimanali: tre turni giornalieri per sei giorni compreso il sabato notte. Lo scoglio del sabato notte, che aveva irrigidito le prime reazioni al progetto, è stato superato nella lunga trattativa dei mesi scorsi con una intesa che prevede l‘utilizzo di permessi e volontari.

FIOM INFLESSIBILE SU DEROGHE A CONTRATTO

Restano ancora aperti alcuni aspetti minori sull‘organizzazione del lavoro (a partire dalle pause) mentre gli scogli della “esigibilita e della repressione dell‘assenteismo anomalo” rischiano di incagliare la difficile navigazione verso l‘intesa, spiega una fonte vicino alla vicenda.

Si tratta di aspetti che impattano direttamente con le regole stabilite dall‘attuale contratto di lavoro e delle norme legislative, da cui la Fiat chiede con questo accordo di derogare. Una ipotesi che è stata respinta oggi dal neo segretario della Fiom-Cgil, Maurizio Landini.

“Pensiamo che la Fiat debba ritirare quella parte delle proposte che va oltre i contratti e le leggi e che ha poco a che vedere con una trattativa per aumentare l‘impiego degli impianti”, ha detto Landini in una conferenza stampa.

NODO CLAUSOLE DI ESIGIBILITA’

In particolare con le “clausole di esigibilità”, l‘azienda chiede che le intese prevedano sanzioni per sindacati e singoli lavoratori che mettano in atto comportamenti (scioperi piu o meno spontanei) “idonei a violare, in tutto o in parte e in misura significativa le clausole dell‘accordo”.

La discussione che inizia domani a Torino dovrà misurare la possibilità o meno di superare o aggirare questi scogli, pena il fallimento dell‘accordo e la messa in discusione della destinazione Pomigliano per la nuova Panda, e dello stabilimento che resterebbe senza una missione produttiva.

L‘ipotesi di accordo separato, solo con alcuni sindacati, non sembra adeguato alle esigenze aziendali, secondo un‘altra fonte vicina alla trattativa.

“La Fiat cerca un accordo che tenga in fabbrica, che trovi il consenso, non un accordo di pura facciata ma con poche conseguenze reali nei comportamenti concreti”, ha detto la fonte.

Ottimista sulle possibilità di accordo il segretario del sindacato autonomo Fismic Roberto Di Maulo.

“Ci sono le condizioni per concludere un accordo”, dice il sindacalista. E aggiunge, “occorre fare un reciproco sforzo di buon senso e di buona volontà sulla materia della esigibilità e della nuova regolamentazione in caso di assenteismo anomalo”.

- ha collaborato Alberto Sisto

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