3 giugno 2010 / 10:58 / 7 anni fa

Ue, su pensione donne Pa nuova procedura contro Italia

BRUXELLES/ROMA (Reuters) - La Commissione Ue ha avvisato l‘Italia di avere avviato una nuova procedura poiché ritiene inammissibili le misure adottate dal nostro Paese per adeguare entro il 2018 l‘età della pensione delle donne - oggi a 60 anni - alla stessa età prevista per gli uomini, cioè a 65 anni.

<p>Una donna al bancomat (foto d'archivio) REUTERS/Yiorgos Karahalis</p>

E’ quanto si legge in una nota della Commissione.

Nella nuova lettera di avviso formale adottata oggi, una “lettera complementare di costituzione in mora”, la Commissione sostiene che le misure italiane continuano a mantenere un “trattamento discriminatorio” nell‘età pensionistica fra uomini e donne nel pubblico impiego.

Commentando a caldo l‘avviso di Bruxelles, il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha ipotizzato un intervento in manovra per attuare l‘equiparazione tra uomini e donne nell‘accesso alla pensione di vecchiaia.

“Abbiamo il veicolo della manovra e vedremo come rispondere all‘Ue e alla Corte di Giustizia europea”, ha detto Brunetta, aggiungendo che il governo risponderà in maniera collegiale.

EUROPA CHIEDE EQUIPARAZIONE IMMEDIATA

La Commissione giudica le misure adottate dall‘Italia per adeguarsi progressivamente entro il 2018 “inadeguate”.

“Il cambiamento adottato dall‘Italia non è conforme alla legislazione europea, il periodo di transizione di otto anni non è consentito”, ha spiegato il portavoce alla Giustizia e ai diritti fondamentali della Commissione nel corso del briefing quotidiano, Matthew Newman.

“L‘Italia deve abolire il periodo di transizione. La Corte non ha stabilito alcun periodo di transizione e l‘Italia dovrebbe introdurre l‘equiparazione immediatamente”, ha aggiunto il portavoce.

Newman ha poi detto che la illegalità del periodo di transizione non è segnalata nella sentenza della Corte del 2008 ma risulta dalla giurisprudenza della Corte.

“L‘Italia ha due mesi per rispondere. Senza un cambiamento dovremo domandare alla Corte di condannare l‘Italia”, ha aggiunto.

Dopo il precedente avviso, l‘Italia con il decreto fiscale dell‘estate 2009 decise di adeguare progressivamente l‘età pensionabile delle donne entro il 2018.

Il primo testo della manovra 2011-2012 approvata dal governo la scorsa settimana prevedeva un‘accelerazione di tale processo, ma tale accelerazione è poi saltata dal testo definitivo della manovra approvato dal governo e promulgato lunedì.

La procedura comunitaria prevede in questo caso, cioè nel caso di una sollecitazione dopo una precedente sentenza della corte, la possibilità di una multa per lo Stato inadempiente dopo un ulteriore avviso da parte della Commissione ed un‘ulteriore condanna da parte della Corte europea di giustizia.

LA PROPOSTA DEL PD

Sulla questione si è riaperto il dibattito politico nel nostro Paese.

Il Pd rilancia una sua proposta: “È urgente fondare la definizione delle età pensionabili sulla flessibilità recuperando la legge Dini del 1995; proporre un’età pensionabile inserita in un range compreso fra i 60 e i 70 anni, all’interno del quale i lavoratori e le lavoratrici possano esercitare una scelta individuale e volontaria; utilizzare i risparmi derivanti dal nuovo regime per disegnare un nuovo sistema di welfare basato sull’effettiva eguaglianza di opportunità tra uomini e donne, che concili il lavoro famigliare e la vita professionale”, dice il maggiore partito d‘opposizione in una nota.

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