26 maggio 2010 / 14:29 / tra 8 anni

Acqua, ministro Ronchi: Italia avrà Authority entro fine anno

* Ministro favorevole a un regolatore specifico per settore

<p>Un rubinetto in una foto d'archivio. REUTERS/Toby Melville (BRITAIN)</p>

* Il governo non vuole aumentare le tariffe dell‘acqua

di Stephen Jewkes e Svetlana Kovalyova

MILANO (Reuters) - Il governo italiano istituirà una nuova autorità indipendente per la regolamentazione del settore idrico e varerà nuove regole per il settore prima della fine dell‘anno.

Lo ha detto il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi in una intervista a Reuters.

Il dibattito sulla necessità di una autorità di regolamentazione per il settore è cresciuto di intensità negli ultimi mesi dopo la legge che ha fissato i termini per rimettere a gara le concessioni idriche, firmata proprio da Ronchi e approvata lo scorso novembre.

“Credo che tra pochi mesi avremo un decreto attuativo ed anche l‘Authority, sicuramente entro l‘anno”, ha detto Ronchi in una intervista telefonica.

Il ministro ha detto che il governo sta lavorando al regolamento attuativo della legge e all‘introduzione di misure operative, compresa quella di una autorità di regolamentazione.

Gli investitori e gli operatori del settore dicono che la creazione di un‘Authority indipendente è cruciale per i futuri investimenti.

“Io personalmente sono perché venga creata un‘Authority independente, molto snella [...]. Riteniamo che un‘Authority terza, independente sia una garanzia di trasparenza, legalità, onestà e soprattutto di efficenza”, ha detto.

Il nuovo regolatore assicurerebbe regole trasparenti per le gare pubbliche, dice il ministro, rispondendo alle preoccupazioni degli investitori e degli operatori del mercato che le nuove gare possano essere condizionate da interessi localistici.

Ronchi dice anche che il settore ha terribilmente bisogno di liberalizzazione e del supporto di investimenti privati per risolvere il problema delle enormi perdite sulla rete idrica - circa un terzo di quanto passa nei tubi - e migliorare la qualità del servizio.

“Più di un terzo delle acque che passa nelle reti comunali è disperso con un costo al cittadino italiano di 2,5 miliardi all‘anno: è un delitto”, ha detto Ronchi.

TARIFFE

Il governo non vuole aumentare le tariffe per l‘acqua, tra le più basse in Europa, e i potenziali investitori dovranno contare sui guadagni dal recupero di efficienza piuttosto che scommettere su rapidi introiti legati ad aumenti tariffari, ha spiegato Ronchi.

“Non vogliamo alzare le tariffe. Vogliamo monitorare le cose in modo che gli investitori sappiano che c’è libero mercato ma che c’è anche una questione di ordine etico. Vigileremo per evitare speculazioni”, ha detto Ronchi.

Ronchi ha detto che le risorse pubbliche verranno dagli enti locali e non dal governo centrale. I fondi strutturali Ue potranno anche essere disponibili per finalità di finanziamento.

Ronchi ha apprezzato l‘ingresso del maggiore fondo italiano per le infrastrutture, F2i, nel settore idrico attraverso la sua Opa congiunta con Iride sulla Mediterranea delle Acque.

“Noi dobbiamo avere un approccio molto attento a ciò che succede, ma consentendo che possa entrare un capitale privato dove il pubblico ha fallito”.

Ronchi dice anche che i gruppi esteri potranno partecipare alle gare per la liberalizzazione del settore: “Sono convinto che ci sono le sinergie”.

La francese Veolia e Suez Environnment sono operatori attivi sul mercato italiano.

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