26 maggio 2010 / 13:09 / 7 anni fa

Zona euro, Ocse vede rimbalzo crescita, rischio per periferici

BRUSSELS, May (Reuters) - L‘economia della zona euro si sta lentamente riprendendo grazie a stimoli fiscali e a un miglioramento nell‘interscambio commerciale, ma la competitività scarsa e le finanze pubbliche nelle economie periferiche costituiscono un rischio.

Lo ha detto l‘Ocse in un rapporto pubblicato oggi.

Per l‘organizzazione l‘economia della zona euro si espanderà probabilmente dell‘1,2% quest‘anno e dell‘1,8% nel 2011, stime più ottimistiche di quelle della Commissione europea rispettivamente dello 0,9% e dell‘1,5%.

“Una ripresa graduale è iniziata, guidata dagli stimoli di politica economica, un rimbalzo nel commercio mondiale e da migliorate condizioni finanziarie, sebbene di recente ci sia stata una significativa volatilità dei mercati finanziari” dice il rapporto.

“Difficoltà nel ripristino della competitività e di sane finanze pubbliche in alcuni paesi periferici potrebbero rendere complicata la ripresa” ha detto l‘Ocse.

I paesi periferici sono Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo, tutti hanno dovuto introdurre misure di austerità per convincere i mercati della propria capacità di ripagare il debito.

“Un consolidamento fiscale profondo e sostenuto, insieme a riforme strutturali, sono un elemento chiave per ripristinare la fiducia e la crescita” ha detto l‘Ocse riguardo alla Grecia.

“Riuscire a tenere a freno la spesa pubblica, con riforme delle pensioni e miglioramenti nell‘efficienza del settore pubblico sono cruciali per il successo del programma” dice l‘Ocse.

La Grecia si è assicurata un pacchetto di prestiti d‘emergenza di 110 miliardi di euro dalla zona euro e dal Fmi.

I timori del mercato si sono rivolti quindi a Spagna e Portogallo che, malgrado un rapporto debito-Pil inferiore a quello della Grecia, soffrono anche di una lenta crescita e di bassa competitività.

Questo ha costretto i paesi della zona euro a raccogliere con il Fmi 750 miliardi di euro di prestiti come rete di salvataggio per qualunque stato della zona euro che non possa più prendere prestiti a tassi sostenibili sul mercato.

Gli economisti sottolineano tuttavia che mentre la possibilità di ricevere prestiti d‘emergenza risolve i problemi di finanziamento immediato, non risolve i sottostanti problemi di finanze pubbliche gonfiate, bassa crescita e debole competitività.

L‘Ocse ha detto che la Spagna dovrebbe attuare i piani di consolidamento fiscale che prevedono una riduzione del deficit al 7% del Pil nel 2011, e intraprendere una riforma delle pensioni per dare basi sostenibili alla finanza pubblica.

“Il mancato raggiungimento di un sufficiente consolidamento fiscale impatterà sulla fiducia degli investitori” ha detto l‘Ocse sulla Spagna, stimando che la sua crescita economica potrebbe essere ancora negativa quest‘anno a -0,2% ma salire allo 0,9% nel 2011.

La crescita economica del Portogallo resterà probabilmente debole all‘1,0% quest‘anno e allo 0,8% nel 2011.

“Nonostante una ripresa nella domanda estera, la scarsa competitività compromette la crescita dell‘export: sia il rialzo del costo del lavoro durante la crisi, sia la produttività bassa rendono improbabile che il Portogallo riguadagni quote di mercato nel periodo stimato” ha detto l‘Ocse.

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