26 maggio 2010 / 09:19 / tra 8 anni

Italia, Ocse mantiene stime Pil, chiede rigore fiscale

MILANO (Reuters) - La recessione in Italia, che ha avuto uno dei maggiori cali nella produzione fra i paesi della zona euro, è finita a metà 2009. Sebbene la crescita sia accelerata fino al 2% annuo nel primo trimestre, la ripresa dovrebbe procedere a un ritmo moderato nell‘intero 2010, rafforzandosi leggermente nel 2011.

<p>Italia fotografata dal satellite, foto d'archivio. REUTERS/STR New</p>

Lo riporta l‘edizione preliminare dell‘Economic Outlook dell‘Ocse, che in termini di previsioni, mantiene le sue stime sul Pil 2010 e 2011 rispettivamente a 1,1% e a 1,5% indicate lo scarso novembre.

“Se il marcato declino dell‘attività economica è cessato a metà 2009, la ripresa è stata finora esitante, sebbene la prospettive siano state stimolate da un significativo rialzo nel primo trimestre del 2010. L‘incipiente rialzo è parzialmente tecnico, e riflette l‘inversione del ciclo delle scorte” si legge nel rapporto.

Il deficit è visto al 5,2% del Pil per quest‘anno e al 5,0% per il 2011, mentre la disoccupazione continuerà leggermente a salire nel 2011, con stime Ocse in rialzo rispetto alle previsioni di novembre.

Il tasso di disoccupazione è visto a 8,7% da 8,5% delle stime di novembre, mentre per il 2011 il tasso salirà leggermente all‘8,8% contro stime di 8,7% in novembre.

“L‘occupazione scende costantemente senza dare ancora segnali di rallentamento”

L‘inflazione è vista all‘1,2% nell‘anno in corso e all‘1,0% l‘anno venturo.

“L‘inflazione è salita all‘inizio del 2010, come in molti paesi, soprattutto a causa dei prezzi dell‘energia; l‘inflazione sottostante resta tuttavia contenuta. Nonostante la forte lentezza dell‘economia, i prezzi e soprattutto la rigidità salariale potrebbero evitare un ulteriore declino nell‘inflazione” dice il rapporto.

L‘Ocse sottolinea come, dal punto di vista del debito, l‘effetto contagio della Grecia sia stato limitato, anche a causa del fatto che l‘Italia ha mantenuto un basso deficit primario, entro i limiti fissati nel 2009.

“Finora c’è stato un limitato effetto contagio dei problemi del debito greco sui tassi d‘interesse sul debito del governo italiani, sebbene lo spread fra i tassi dei titoli di stato italiani e tedeschi si sia in qualche modo ampliato nel primo trimester 2010” si legge nel rapporto.

L‘Ocse sottolinea che è necessario un consolidamento fiscale nel 2011, come annunciato dal governo, e questo richiederà forti tagli alle spese. Il ricorso a misure una tantum dovrebbero essere evitate, secondo l‘organizzazione.

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