25 maggio 2010 / 14:05 / tra 8 anni

Euro verso parità su dollaro, rischi discesa maggiore

di Neal Armstrong

<p>Una donna con banconote di euro e dollari. REUTERS/Kham (VIETNAM TRANSPORT BUSINESS)</p>

LONDRA (Reuters) - L‘impostazione ribassista della valuta unica europea sta conquistando slancio, facendo aumentare le chance che l‘euro si deprezzi oltre le stime di ‘fair value’ per arrivare entro la fine dell‘anno prossimo alla parità contro dollaro.

L‘euro/dollaro non viaggia al di sotto della pari ormai da giugno 2002, momento da cui è partita una forte spinta ribassista del biglietto verde che ha visto l‘euro apprezzarsi per sei anni consecutivi fino a un massimo record oltre 1,60 due anni fa.

La successiva inversione di tendenza ha riportato il cross al minimo degli ultimi quattro anni fino a quota 1,2142 la settimana scorsa. Considerando soltanto il 2010 il deprezzamento della divisa europea dai massimi di gennaio ai minimi di questo mese è nell‘ordine di grandezza del 17 per cento.

A monte della violenta svalutazione i crescenti timori sulla tenuta dei conti pubblici nei paesi periferici dell‘unione monetaria, Grecia in testa.

Il nervosismo dei mercati finanziari ha persuaso i politici dei sedici paesi euro a predisporre all‘inizio di maggio un pacchetto di salvataggio del valore di 750 miliardi mirato a ricostruire la fiducia degli investitori nei confronti del reddito fisso Uem. Frutto di tormentata negoziazione tra leader europei, la misura non ha però finora ottenuto l‘effetto desiderato.

La discesa dell‘euro/dollaro si è così interrotta a 1,2142, ancora distante dall‘1,1747 dell‘introduzione nel gennaio 1999, gli analisti sottolineano tuttavia che il movimento delle valute tende a superare le stime sul livello di equilibrio e prevedono un‘ulteriore svalutazione del cambio.

L‘area di 1,18 - media settimanale storica dell‘euro/dollaro - può essere considerata ‘fair value’ a parere di Jane Foley, direttore per le ricerche Forex.Com.

“Storicamente le valute non si mantengono a lungo sul livello di ‘fair value’: nel medio tremine vedo il rischio che il cambio corregga fino all‘area di 1,15/1,10” spiega.

L‘analista non esclude nel lungo termine una discesa fino alla parità contro dollaro ma crede che il movimento di deprezzamento sarebbe presto seguito da un rimbalzo.

L‘euro si è inoltre avvicinato a livelli da associare alla parità di potere d‘acquisto - purchasing power parity -, teoria economica che calcola di quanto si debba aggiustare il livello di cambio in modo da raggiungere la propria parità di potere di acquisto (ppp).

Secondo le stime Bnp Paribas la ‘ppp’ per l‘euro/dollaro va attualmente situata a 1,1370; gli strategist prevedono una discesa fino alla parità e forse anche sotto entro il primo trimestre dell‘anno prossimo.

Gli esperti parlano di una tendenza storica per l‘euro di superamento della ‘ppp’ pari ad almeno una deviazione standard, movimento che misura la oscillazione rispetto la media.

Secondo i calcoli della banca d‘affari lo sforamento di una deviazione standard porterebbe l‘euro a 1,03 dollari, mentre un movimento di due deviazioni standard comporterebbe la discesa a 87 centesimi, livello minimo dal primo trimestre 2002 e prossimo al record negativo di tutti i tempi di 82,25 centesimi toccato nell‘ottobre 2000.

“La parità del potere d‘acquisto fornisce una cornice più ampia per il monitoraggio del movimento dei cambi: al momento la stima sulla ‘ppp’ ci dice che l‘euro è sopravvalutato” spiega il senior strategist per il mercato valutario Ian Stannard.

“Ipotizzando una variazione standard rispetto alla ‘ppp’ ci dà un obiettivo di 1,03, coerente con le nostre stime sulla parità” aggiunge.

Gli ultimi dati Cftc sul ‘posizionamento’ mostrano un lieve calo delle posizioni corte in euro, che restano però prossime ai minimi record.

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