25 maggio 2010 / 10:29 / tra 8 anni

Manovra, scure da 13 miliardi su enti locali, Cgil: è iniqua

di Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti in una foto d'archivio REUTERS/Sergio Perez</p>

ROMA (Reuters) - Primum vivere. E’ il motto con il quale Giulio Tremonti sta tentando di far bere l‘amaro calice a enti locali e sindacati presentando loro la manovra da 24 miliardi per il 2011 e il 2012 che il governo varerà stasera.

Ammonta infatti a oltre 13 miliardi il taglio previsto nel biennio sui fondi a Regioni, province e comuni.

Sforbiciata in vista anche per pensioni e salari del pubblico impiego. Tanto che Cisl e Uil sospendono in giudizio in attesa del testo definitivo, mentre la Cgil - che ha preferito non prendere la parola durante la riunione - definisce la manovra “iniqua” e chiede modifiche in Parlamento.

Per le Regioni si parla di un intervento di massima di 5 miliardi per anno anche se il governo non ha fornito cifre dettagliate durante l‘incontro.

Duro il commento del presidente uscente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, secondo il quale la manovra “è insostenibile per le ricadute che avrà e per i servizi ai cittadini che le Regioni devono erogare. Serve chiarezza per fare una manovra che non sia recessiva”.

Il presidente dell‘Anci, Sergio Chiamparino, ha spiegato che i tagli per comuni e province ammonteranno a 1,1 miliardi nel 2011 (800 milioni a carico dei comuni e 300 milioni per le province) e a 2,1 miliardi nel 2012 (1,5 miliardi per i comuni e 600 milioni per le province).

Chiamparino ha confermato che la manovra contiene l‘atteso concordato fiscale per l‘emersione delle case “fantasma”. In base allo schema emerso ieri, chi non ha comunicato l‘aggiornamento catastale degli immobili potrà mettersi in regola con sanzioni ridotte a un terzo. In caso contrario si vedrà attribuire una rendita presuntiva sull‘immobile.

SINDACATI SOSPENDONO GIUDIZIO, PROTESTANO DIPENDENTI CHIGI

Tempi duri anche per i dipendenti pubblici per i quali è previsto un blocco triennale degli stipendi. “Il cedolino degli stipendi pubblici resterà quello di prima. Non un euro di più”, ha detto chiaramente Tremonti ai sindacati che lo stanno incontrando a Palazzo Chigi.

Reazione tiepida da parte di Luigi Angeletti, leader della Uil: “Non siamo entusiasti ma sappiamo che dobbiamo tagliare la spesa”.

Angeletti aggiunto che il mancato rinnovo dei contratti al pubblico impiego sarebbe “un sacrificio accettabile” se la manovra confermasse la riduzione delle retribuzioni per i dirigenti pubblici.

Tremonti, aprendo la riunione alla quale non ha partecipato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha ricordato l‘importanza dei vincoli europei spiegando che la manovra è finalizzata al calo del debito pubblico attraverso tagli di spesa e contrasto all‘evasione fiscale.

“L‘obiettivo fondamentale è ridurre il debito pubblico. La riduzione della spesa pubblica è un percorso obbligato. Primum vivere deinde philosophari. In manovra c’è il maxi contrasto all‘evasione fiscale”, ha detto Tremonti secondo quanto riferito da una fonte presente all‘incontro.

Oltre ai 100 mila controlli l‘anno che l‘Inps dovrà fare per snidare i falsi invalidi, la manovra riduce a 5 mila euro dagli attuali 12.500 euro il tetto per l‘uso dei contanti, misura che pone le basi per un rafforzamento degli accertamenti fiscali.

Il ministro ha confermato che la manovra punta ad una correzione dei conti pubblici di 0,8 punti nel 2011 e 0,8 nel 2012.

Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha detto che se la manovra conterrà, oltre a tagli alla spesa anche rilancio della produttività, lotta all‘evasione e tagli ai costi della politica, il giudizio degli imprenditori sarà positivo.

Nella manovra, secondo Tremonti, sarà presente anche un sostegno al nuovo modello contrattuale decentrato. In sostanza il governo dovrebbe riproporre anche nel 2011 gli incentivi alla parte di salario legata alla produttività.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha confermato che non ci saranno interventi strutturali sulle pensioni “ma soltanto uno spostamento della erogazione della pensione”.

La manovra dovrebbe prevedere uno slittamento di sei mesi per il pensionamento dal 2011, fatti salvi i diritti acquisiti da chi ha 40 anni di contributi. Tremonti non ha fornito dettagli.

Le misure lasciano scontenti anche i dipendenti di palazzo Chigi. Alcune decine di persone hanno infatti accolto Tremonti all‘uscita dal palazzo con fischi e ‘booh’.

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