19 maggio 2010 / 11:47 / tra 8 anni

Germania vieta vendite scoperto, mercati cadono

BERLINO (Reuters) - La guerra agli speculatori dichiarata dalla Germania, iniziata con un divieto scattato ieri a mezzanotte per le vendite “nude” allo scoperto di titoli di Stato della zona euro e su altri strumenti finanziari, ha preso di sorpresa i mercati e i partner europei di Berlino, che hanno detto di non essere stati consultati.

<p>19 maggio 2010, il cancelliere tedesco Angela Merkel a Berlino. REUTERS/Thomas Peter</p>

Angela Merkel insiste con l‘Unione europea per rafforzare la supervisione dei mercati finanziari e introdurre una nuova tassa per il settore finanziario, chiarendo che la Germania è pronta a procedere da sé.

Rivolgendosi al Bundestag nel primo giorno in cui il nuovo divieto è in vigore, il Cancelliere ha affermato che i leader Ue devono garantire che i mercati non possano più praticare “estorsione” nei confronti dei governi e che l‘Ue introdurrà la propria imposta sulle transazioni finanziarie qualora il G20 non trovasse un accordo in merito a giugno.

“Andrò dritta al punto: l‘euro è il fondamento della crescita e della prosperità, anche per la Germania. L‘euro è in pericolo”, ha detto la Merkel alla Camera bassa del parlamento di Berlino.

I suoi commenti hanno però aggiunto nuove pressioni sull‘euro, già indebolito dall‘annuncio del piano sulla limitazione delle vendite “nude” allo scoperto di azioni dei 10 principali istituti finanziari tedeschi, di bond governativi della zona euro e delle transazioni sui credit default swap (CDS) su questi titoli.

Il divieto viene a scadere il 31 maggio 2011.

Le vendite allo scoperto sono scommesse sul futuro calo del valore di un titolo. Le vendite “nude” allo scoperto si hanno quando un trader vende uno strumento finanziario senza prima prenderlo a prestito o assicurarsi che si possa prendere a prestito, come si farebbe nelle vendite allo scoperto in senso proprio.

PARTNER EU LASCIATI AL BUIO

Il ministro dell‘Economia tedesco Wolfgang Schaeuble ha difeso la decisione ieri sera, spiegando che Berlino ha agito anticipando l‘applicazione di regole discusse in mattinata nella riunione mensile dei ministri finanziari dell‘Unione.

“Abbiamo detto ‘cominciamo noi’ perché è proprio quella parte della speculazione che si concentra sui titoli di Stati della zona euro che ha causato preoccupazione”.

Ma la Francia ha risposto stamane che non sta valutando un simile divieto sulle vendite “nude” allo scoperto e che non è stata consultata in proposito. “Mi pare che si dovrebbe quanto meno chiedere il consiglio degli altri Stati membri in queste misure”, ha detto il ministro dell‘Economia Christine Lagarde.

Un portavoce della Commissione Ue ha confermato che i ministri economici dell‘Unione non hanno discusso ieri della decisione che la Germania ha preso nel corso della giornata.

”Queste misure saranno più efficati se coordinate a livello europeo“, dice una nota di Michel Barnier, commissario per i Mercati interni e la regolamentazione finanziaria. ”E’ importante che gli Stati membri agiscano di concerto e che si profili un sistema per evitare arbitraggio normativo e frammentazioni, sia all‘interno dell‘Unione che globalmente.

Gli analisti dicono che la decisione tedesca può fare più male che bene, drenando fondi dal mercato della zona euro e aumentando l‘avversione al rischio degli investitori. Alcuni l‘anno definita un atto disperato.

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