17 maggio 2010 / 10:03 / tra 8 anni

Crisi, Fmi: correzione può iniziare in 2011 in grandi paesi euro

di Francesca Landini e Valentina Za

<p>Carlo Cottarelli dal sito www.imf.org. REUTERS/Handout</p>

MILANO (Reuters) - Non tutti i paesi devono ricorrere a una stretta sui bilanci pubblici quest‘anno, per evitare di mettere a rischio la ripresa economica.

In particolare in Italia, il problema del debito va risolto nel medio-lungo termine ed è poco importante se il consolidamento del bilancio pubblico inizierà nei prossimi mesi o nel 2011, dal momento che il deficit primario italiano è tra i più bassi dei paesi avanzati.

A dirlo è il direttore del Dipartimento affari fiscali del Fondo monetario internazionale, Carlo Cottarelli, a margine del comvegno ‘Global economic outlook and fiscal soundness’ organizzato da Advantage Financial.

“Alcuni paesi dovranno intervenire e stanno già intervenendo, anche in Europa, già quest‘anno. Non credo ci sia necessità che tutti si mettano a stringere la politica fiscale quest‘anno, molti di questi paesi, i più grossi in particolare, potranno stringere nel 2011. Un‘azione troppo forte nel 2010 potrebbe portare un rallentamento dell‘economia”, ha detto Cottarelli.

Dopo l‘euforia per l‘annuncio di una rete di sicurezza creata dall‘Unione europea per i paesi in difficoltà e lo sforzo congiunto di Ue e Fmi a sostegno della Grecia, settimana scorsa i mercati hanno punito euro e titoli di Stato dei paesi della zona euro a causa di timori che le nuove misure di austerità annunciate da Atene, Lisbona e Madrid riducano le prospettive di crescita della zona euro.

“Non credo che bisogna temere l‘impatto dell‘aggiustamento fiscale sulla crescita”, ha detto Cottarelli, sottolineando, però che “l‘aggiustamento fiscale deve essere credibile e deve arrivare al momento giusto”.

Secondo Cottarelli, le misure prese dalla Grecia nell‘ambito del programma di sostegno Ue/Fmi “sono senz‘altro sufficienti”, e i nuovi interventi di austerità annunciati settimana scorsa da Portogallo e Spagna, sono “misure corrette”.

“Non credo che la ristrutturazione del debito sia conveniente per la Grecia e questi paesi [messi sotto pressione dal mercato], non credo sia una misura appropriata”, ha aggiunto, spiegando che Atene deve agire sul saldo primario, mentre una misura drastica sul debito, come una ristrutturazione, non sarebbe risolutiva.

ITALIA DEVE RIDURRE DEBITO NEL MEDIO-LUNGO TERMINE

“L‘Italia si è comportata in modo prudente sul fronte fiscale... il suo deficit primario è uno dei più bassi dei paesi avanzati”, ha detto Cottarelli parlando con i giornalisti.

“Il problema del debito italiano è un problema di medio-lungo termine”. “E’ accademico chiedersi se fare l‘aggiustamento fiscale nei prossimi mesi o nel 2011”, ha aggiunto.

In precedenza l‘economista aveva notato che l‘Italia è messa “relativamente meglio” dal punto di vista del deficit ma ha “comunque necessità di affrontare correzioni nel medio-lungo termine che riguardano la spesa sanitaria (...) e, anche se meno di altri, le pensioni”.

A fine 2009 il saldo primario dell‘Italia è tornato in rosso (-0,6% del Pil) per la prima dal 1990, il deficit è salito al 5,3% del Pil e il debito è aumentato a 115,8%. La spesa corrente è salita del 4,2% rispetto al 2008, mentre le entrate correnti si sono ridotte del 3,6%.

“In Europa molto deve essere fatto sul lato della spesa”, ha detto Cottarelli più avanti, rispondendo a una domanda sugli interventi per consolidare i bilanci pubblici.

“C’è un problema di controllo della spesa per i salari pubblici che in Italia è un po’ aumentata negli ultimi anni rispetto al Pil”. “Questo è successo anche in altri paesi, in Gran Bretagna è stato più forte che altrove”, ha aggiunto.

Venerdì scorso l‘Fmi ha pubblicato il Fiscal monitor, un rapporto sulle tendenze di bilancio di medio lungo termine a cura del Dipartimento guidato da Cottarelli.

Il report indica per l‘Italia la necessità di un aggiustamento del saldo primario corretto per il ciclo di 4,1% del Pil tra il 2010 e il 2020 al fine di riportare il debito/pil al 60% entro il 2030. Un consolidamento di ammontare intorno al 4% è suggerito anche alla Germania, mentre risulta oltre l‘8% l‘aggiustamento richiesto a Parigi per riportare il debito sotto la soglia indicata da Maastricht.

Sul fronte della tassazione del settore finanziario Cottarelli ha detto che una tassa sulle transazioni finanziarie non è uno strumento adeguato per raccogliere gettito per coprire parte dei costi della crisi [nLDE64G1A4].

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