9 maggio 2010 / 08:29 / tra 7 anni

Crisi Grecia, Ciampi a Stampa: errore fu allargare l'euro

ROMA (Reuters) - L‘ex presidente della Repubblica, ex ministro del Tesoro ed ex premier Carlo Azeglio Ciampi, tra i fondatori dell‘euro, ha detto oggi che l‘attuale crisi debitoria in cui si trova l‘Unione europea, scatenata dalla Grecia, si deve in parte al fatto che l‘allargamento ad altri Paesi fu fatto con parametri troppo poco severi.

<p>L'ex presidente della Repubblica Carlo Azegli Ciampi. la foto &egrave; stata scattata a Roma il 23 febbraio 2007. REUTERS/Dario Pignatelli</p>

“Paghiamo il fatto che alcuni Paesi, tra cui la Grecia, sono entrati con parametri troppo poco severi”, spiega Ciampi in un‘intervista alla Stampa, definendo “un errore” l‘ampliamento del numero dei Paesi entrati nella moneta unica.

“E’ vero che l‘istruttoria fu molto severa per il primo gruppo di Paesi candidati, compresi noi italiani, che dovemmo fare una delle manovre più dure della storia dal Dopoguerra per entrare nei requisiti richiesti dal sistema, e che invece al momento dell‘allargamento ci fu meno severità: in questo senso non solo la Grecia ma anche altri Paesi era chiaro che entravano firmando una serie di obblighi che dovevano rispettare e di tappe successive che non hanno raggiunto”, dice l‘ex capo dello Stato.

“Proprio perché molti di noi dovettero affrontare sacrifici importanti, oggi dovremmo chiederci se sarebbe stato meglio non essere di manica larga. La risposta è senz‘altro sì: il rigore avrebbe dovuto essere lo stesso per tutti”, aggiunge Ciampi. “Sarebbe stato un rischio calcolato se insieme con l‘euro fosse andato avanti il rafforzamento della collaborazione e del coordinamento in fatto di politiche economiche. Cosa che purtroppo non è avvenuta, con le conseguenze che vediamo”.

L‘EUROPA PRONTA A INTERVENIRE, OGGI IL PIANO

Per Ciampi, che oggi parla anche in un colloquio con il Sole 24 Ore, “bisognava intervenire prima. Non si è riusciti nemmeno a creare un coordinamento delle politiche economiche. Ora -- sottolinea -- è giunto il momento di agire. Del resto la creazione della moneta unica ha implicato la rinuncia consapevole degli stati membri a una parte importante della loro sovranità”.

Oggi alle 13 si terrà un vertice straordinario della Commissione Ue, seguito da una riunione dell‘Ecofin. L‘obiettivo è quello di approvare un piano, prima dell‘apertura dei mercati domani, per arginare la speculazione che che tiene l‘area euro sotto scacco sui mercati finanziari mondiali.

Secondo quanto scritto sui giorrnali oggi, una bozza di piano prevede aiuti ai Paesi in difficoltà attraverso l‘emissione di Eurobond, un‘ipotesi che non piace molto alla Germania.

“Il sistema -- sostiene Ciampi sulla Stampa -- ha tutti gli strumenti per combattere la speculazione. Tanto per cominciare penso alla Bce, ma anche i governi. E’ come se tutto quel che è mancato finora d‘improvviso fosse diventato evidente. Anche i meno convinti sanno che l‘ingresso nell‘euro ha significato per tutti un punto di non ritorno”.

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