6 maggio 2010 / 12:30 / tra 8 anni

Tesoro, manovra 2011-12 sale a 1,6 punti, Pil 2010 +1%

ROMA (Reuters) - Vale 1,6 punti di Pil la manovra correttiva che il governo dovrà mettere a punto tra 2011 e 2012 per rispettare l‘impegno con l‘Unione europea e portare l‘indebitamento netto sotto al 3% del Pil entro il 2012.

<p>Giulio Tremonti in foto d'archivio. REUTERS/Yuri Gripas</p>

Lo scrive il ministero dell‘Economia nella Relazione unificata sull‘economia e la finanza pubblica (Ruef), che aggiorna il quadro macroeconomico e le stime sui saldi di finanza pubblica.

“Il governo intende mantenere gli impegni assunti in sede europea confermando il percorso di consolidamento finanziario”, scrive il Tesoro nella relazione, confermando gli obiettivi di indebitamento netto pari al 5% del Pil nel 2010, al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2012.

A fronte degli impegni con Bruxelles, il governo riduce però le stime di crescita. Rispetto alle previsioni di fine gennaio indicate nel programma di stabilità, ora il Pil cala lievemente da +1,1 a +1% nel 2010, ma si riduce di mezzo punto all‘1,5% nel 2011. Il governo mantiene costante solo la previsione per il 2012, che ammonta a una crescita del 2%.

Come conseguenza sale la manovra correttiva tra 2011-2012, dal momento che non c’è intervento sul 2010.

Se a gennaio il valore della manovra era pari a 1,2 punti nel biennio, ora per centrare i target il governo stima una correzione pari a 0,8 punti tra 2011 e 2012.

RADDOPPIA MANOVRA 2011, 26 MILIARDI NEL BIENNIO

In termini assoluti, nel biennio 2011-2012 la correzione ammonta a circa 26 miliardi tenendo conto delle stime sul Pil nominale fatte dal Tesoro nei due anni. Se si fa il confronto prendendo a riferimento solo il Pil 2010 la manovra ammonta a circa 25 miliardi.

Il programma di stabilità indicava una correzione divisa in 0,4 punti nel 2011 e 0,8 nel 2012. Quindi il governo non solo aumenta la correzione complessiva ma raddoppia il valore dell‘intervento sui saldi del 2011.

Le stime di finanza pubblica non tengono però conto della partecipazione al piano di salvataggio della Grecia, che impegna l‘Italia a fornire quasi 14,7 miliardi tra 2010 e 2012, di cui 5,5 miliardi solo quest‘anno.

Parlando in aula alla Camera, il ministro dell‘Economia ha minimizzato l‘impatto del soccorso alla Grecia sulle casse pubbliche italiane: “Trattandosi di un prestito, l‘intervento non avrà effetti sul deficit ma sul debito, di cui però si terrà conto nettizzandolo nel quadro del Patto di stabilità”.

La Relazione unificata non rivede solo le stime di crescita ma peggiora anche le previsioni su saldo primario e debito.

Dopo il -0,6 punti di Pil del 2009, il saldo primario dovrebbe registrare un disavanzo di 0,4 punti nel 2010 (-0,1 nel Programma di stabilità) per tornare in territorio positivo nel 2011, quando dovrebbe attestarsi all‘1% del Pil (1,3% la precedente stima). Il 2012 dovrebbe chiudersi con un avanzo di 2,5 punti sul Pil, lievemente sotto la precedente stima di 2,7.

Il debito pubblico è visto nel 2010 al 118,4% del Pil dal 116,9% indicato per lo stesso anno a gennaio. Nel 2011 il debito dovrebbe salire di 3 decimi di punto al 118,7 (dal 116,5% di gennaio) per poi cominciare a scendere nel 2012 quando il Tesoro fa una stima di 117,2, comunque molto sopra il 114,6 indicato nel programma di stabilità.

Migliora invece il fabbisogno del settore statale, che il Tesoro stima nel 2010 a 82,257 miliardi, in calo di 4,59 miliardi rispetto al 2009.

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