5 maggio 2010 / 08:20 / tra 8 anni

Italia, Ue vede ripresa lenta, deficit attorno 5% Pil

MILANO (Reuters) - L‘economia italiana registrerà quest‘anno un consolidamento della ripresa che procederà, comunque a passo lento sia nel 2010 che nel 2011.

<p>Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, in foto d'archivio. REUTERS/Yuri Gripas</p>

Lo prevede la Commissione europea nel suo rapporto di primavera, indicando per Roma previsioni di crescita pari a 0,8% per il 2010 e a 1,4% nel 2011. Le stime sono vicine a quelle di autunno, che indicavano +0,7% e +1,4% quest‘anno e il prossimo, e si confrontano con previsioni governative di 1,1% e 2% rispettivamente.

“Tutto sommato, si prevede una crescita del Pil reale moderata nel 2010, che guadagnerà un po’ di forza nel 2011, risultando decisamente in linea con la media della zona euro nell‘orizzonte di previsione” scrive l‘esecutivo Ue

“I consumi privati dovrebbero essere il principale motore di crescita nel 2010”, aggiunge la Ue che vede anche un piccolo contributo positivo dalle esportazioni nette sia quest‘anno che il prossimo.

“Lo schema geografico delle esportazioni ostacola l‘Italia dal beneficiare in modo completo dei benefici della ripresa in atto nel commercio mondiale” sostiene la Commissione che nota come il 44% dell‘export italiano sia destinato al mercato della zona euro, mentre le merci destinate alla Cina sono solo il 2% del totale.

“Una ripresa durevole e veloce nella crescita della produttività sarebbe cruciale per migliorare la competitività e aumentare la bassa crescita potenziale del Pil”.

DEFICIT BLOCCATO ATTORNO AL 5%, DEBITO OLTRE 118% PIL

Secondo la Commissione, i saldi di bilancio pubblico italiano rimarranno fortemente in rosso, con il deficit fermo al 5,3% del Pil quest‘anno e al 5% il prossimo - quest‘ultimo a politiche invariate - il debito a 118,2% nel 2010 e a 118,9% nel 2011.

Il governo prevede nel piano di stabilità un deficit al 5% del Pil e un debito a 116,9% quest‘anno e saldi pari a 3,9% e a 117,8% il prossimo.

“Sullo sfondo di una crescita del Pil più bassa [la Ue vede una crescita 2010 a 0,8% a fronte di 1,1% atteso dal governo], la previsione di primavera indica per il 2010 un deficit leggermente più alto [5,3% del Pil]” rispetto al governo.

Per il 2010 il saldo primario dovrebbe rimanere pressoochè stabile ai livelli del 2009, anno in cui, nota la Commissione, il primary balance è diventato negativo nel 2009 per la prima volta dall‘inizio degli anni ‘90.

La Ue si attende, però, quest‘anno che la spesa primaria corrente registri un aumento annuo ai minimi storici, attorno al 2%, dopo un incremento attorno al 4% l‘anno scorso.

Quanto al debito, “il rapporto con il Pil è salito di quasi 10 punti percentuali nel 2009 a 115,8%. Il grosso dell‘aumento è dovuto al calo nel Pil nominale, il consistente peso della spesa per interessi e il saldo primario negativo legato soprattutto agli stabilizzatori automatici. Iniezioni di capitale nel settore bancario limitate e un ulteriore accumulo di liquidità detenuta dal Tesoro presso la banca d‘Italia hanno poi aumentato il debito”, dice la Ue.

Da ultimo la Ue sottolinea che la crisi ha avuto un impatto limitato sul mercato del lavoro e si attende un tasso di disoccupazione medio a 8,8% quest‘anno e il prossimo. L‘inflazione è vista in deciso rialzo a 1,8% nel 2010 e a 2% nel 2011.

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