3 maggio 2010 / 12:16 / tra 8 anni

Marea nera, Bp sotto pressione mentre chiazza avanza

VENICE/MIAMI, Stati Uniti (Reuters) - Il gigante dell‘energia Bp oggi è sotto assedio per la catastrofica fuoriuscita di petrolio da uno dei suoi pozzi nel Golfo del Messico, mentre le sue azioni scendono e il governo Usa preme nel tentativo di evitare un grosso danno ambientale.

<p>29 aprile 2010, la marea nera in un'immagine dal satellite. REUTERS/NASA/Handout</p>

Mentre l‘enorme chiazza di greggio avanza verso le coste Usa, la società è sotto pressione affinché faccia di più per fermarla, o almeno controllarla, in quello che si sta trasformando nel peggior sversamento di petrolio nella storia Usa.

I commenti del ministro della Giustizia Usa sull‘indagine sull‘incidente sollevano lo spettro di un‘ampia responsabilità di Bp nella fuoriuscita, dopo l‘esplosione in un suo pozzo di trivellazione lo scorso 20 aprile. Un funzionario del dipartimento della Giustizia ha però precisato che al momento non è in corso un‘inchiesta penale.

La Casa Bianca ha nuovamente sottolineato l‘impegno del presidente Usa Barack Obama per assicurare che Bp paghi il prezzo del disastro.

“L‘impegno che ha preso ieri il presidente è che la parte responsabile pagherà per questo, e quella parte è Bp”, ha detto il portavoce Robert Gibbs.

La marea nera, che si sta ingrossando, minaccia la navigazione, la natura, le spiagge e una delle zone di pesca più feconde della nazione, tra la Louisiana e la Florida passando per il Delta del Mississippi. Anche la qualità dell‘aria potrebbe risentirne, e viene monitorata dalle autorità.

La chiazza sembra spostarsi verso le coste dell‘Alabama e della Florida e travolgere le isole Chandeleur, al largo della Louisiana, nei prossimi giorni, dice l‘Amministrazione Nazionale per l‘Oceano e l‘Atmosfera.

I ministri della giustizia di cinque stati del Golfo -- Louisiana, Mississippi, Alabama, Florida e Texas -- si sono incontrati ieri a Mobile, in Alabama, e hanno reso noto che intendono scrivere ad Obama e alla Bp chiedendo di fornire il più presto possibile aiuti federali e anche risarcimenti dall‘azienda a coloro che sono stati colpiti dal disastro.

Bp ha detto che sta facendo del suo meglio per chiudere il pozzo, che si trova a una profondità di circa 1.600 metri.

L‘operazione, paragonata a “un intervento a cuore aperto a 5.000 piedi nel buio con sottomarini controllati da robot”, potrebbe durare settimane o addirittura mesi, ha detto al canale tv Abc News il presidente di Bp per l‘America, Lamar McKay.

Bp ha reso noto che sta lavorando a cinque piani per bloccare il flusso del greggio, tra cui l‘installazione di una cupola per raccogliere il petrolio sul fondo marino da trasportare poi in superficie.

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