3 maggio 2010 / 08:40 / 7 anni fa

Marea Nera, BP risarcirà richieste danni "legittime"

VENICE/MIAMI, Stati Uniti (Reuters) - La British Petroleum è pronta a pagare tutte le richieste legittime di risarcimento dei danni causati dalla fuoriuscita di petrolio, seguita all‘incidente al pozzo nei fondali del golfo del Messico.

Lo ha dichiarato il direttore di BP Plc Tony Hayward, ai microfoni della National public radio.

“Abbiamo chiarito che laddove ci siano richieste legittime, le accoglieremo”, ha detto.

L‘enorme chiazza di petrolio provocata da una perdita di una conduttura sottomarina sta continuando anche oggi ad avanzare verso le coste statunitensi del Golfo del Messico. Mentre la direzione di marcia della chiazza cambia secondo il vento, cresce l‘entità dei danni economici e ambientali.

Il presidente Barack Obama ha visitato ieri le località colpite, impegnandosi a “un soccorso senza interruzioni” ma continuando a puntare il dito contro la società britannica.

“Fatemi chiarire: BP è responsabile della perdita. BP pagherà il conto”, ha detto Obama. “Stiamo facendo fronte a un disastro ambientale massiccio e forse senza precedenti”.

“Il petrolio che ancora fuoriesce dal pozzo potrebbe danneggiare gravemente l‘economia e l‘ambiente degli stati del Golfo e potrebbe durare per un lungo periodo. Potrebbe mettere in pericolo il sostentamento di migliaia di americani che hanno qui la loro casa”, ha detto il presidente durante la visita in Louisiana.

La marea nera, che si sta ingrossando, minaccia la navigazione, la natura, le spiagge e una delle zone di pesca più feconde della nazione, tra la Louisiana e la Florida passando per il Delta del Mississippi. Anche la qualità dell‘aria potrebbe essere messa in gioco, e viene monitorata dalle autorità.

La chiazza sembra spostarsi verso le coste dell‘Alabama e della Florida e travolgere le isole Chandeleur, a largo della Louisiana, nei prossimi giorni, dice l‘Amministrazione Nazionale per l‘Oceano e l‘Atmosfera.

I ministri della giustizia di cinque stati del Golfo -- Louisiana, Mississippi, Alabama, Florida e Texas -- si sono incontrati ieri a Mobile, in Alabama, e hanno reso noto che intendono scrivere ad Obama e alla BP chiedendo di fornire il più presto possibile aiuti federali e anche risarcimenti dall‘azienda a coloro che sono stati colpiti dal disastro.

BP ha detto che sta facendo del suo meglio per chiudere il pozzo, che si trova a una profondità di circa 1.600 metri.

L‘operazione, paragonata a “un intervento a cuore aperto a 5.000 piedi nel buio con sottomarini controllati da robot”, potrebbe durare settimane o addirittura mesi, ha detto al canale tv Abc News il presidente di BP per l‘America, Lamar McKay.

BP ha reso noto che sta lavorando a cinque piani per bloccare il flusso del greggio, tra cui l‘installazione di una cupola per raccogliere il petrolio sul fondo marino da trasportare poi in superficie.

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