30 aprile 2010 / 11:00 / tra 8 anni

Italia, disoccupati marzo 8,8%, mai così da fine 2002

ROMA (Reuters) - Il tasso di disoccupazione raggiunge nel mese di marzo l‘8,8%, il livello più alto da otto anni a questa parte, in una congiuntura economica che, secondo gli economisti, porterà l‘Italia a bruciare posti di lavoro per tutto o gran parte del 2010.

<p>Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro italiano, in foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Secondo le statistiche destagionalizzate diffuse oggi da Istat, il tasso di disoccupazione sale di due decimi di punto sul mese precedente e di un punto percentuale su febbraio 2009, quando era pari al 7,8%.

Il dato è superiore alla mediana delle stime raccolte da Reuters tra gli analisti, che indicava un tasso all‘8,6% come in febbraio (rivisto però dall‘8,5% della stima preliminare).

Nel complesso della zona euro il tasso di disoccupazione risulta nello stesso mese stabile al 10,0%, in linea alle attese.

“A marzo c’è stato ancora un uso massiccio della cassa integrazione e questo ha aiutato a contenere il tasso di disoccupazione italiano, che è tra i più bassi dell‘area euro”, commenta Laura Cavallaro, di Aletti Gestielle.

DISOCCUPAZIONE ERODE SIA FILA OCCUPATI CHE INATTIVI

Lo spaccato fotografato dall‘Istat mostra che la disoccupazione aumenta nel mese di marzo più di quanto calino occupati e inattivi. È possibile quindi che i cosiddetti “scoraggiati”, le persone che hanno smesso di cercare attivamente lavoro, siano tornati sul mercato. Istat tuttavia suggerisce cautela dal momento che le statistiche mensili sono soggette a revisione e per avere un‘idea più chiara occorre analizzare il trend nell‘arco di più mesi.

Le persone senza lavoro aumentano di 58.000 unità rispetto a febbraio e portano il totale a 2,194 milioni. Su marzo 2009 l‘incremento è di 236.000 disoccupati.

Gli occupati diminuiscono su base mensile di 48 mila unità che diventano 367 mila se si guarda al confronto con marzo 2009.

Il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 27,7%, anche se per la prima volta i dati Istat registrano un lieve calo, pari a 0,4 punti percentuali su febbraio.

Rispetto alla media della zona euro il tasso resta comunque superiore di circa 7 punti percentuali.

ECONOMISTI VEDONO PICCO DISOCCUPAZIONE ALMENO A 9%

L‘aumento della disoccupazione di marzo è un fenomeno che colpisce soprattutto le donne, altra categoria tradizionalmente meno tutelata dagli strumenti di Welfare. Gli uomini in cerca di un impiego aumentano infatti dello 0,9%, le donne del 4,8%.

Penalizza le donne anche una bassa partecipazione al mercato del lavoro. Tra le donne il tasso di inattività raggiunge infatti il 48,9%, 22,4 punti percentuali superiore al 26,5% che si registra tra gli uomini.

Interpellati a caldo per un commento, gli economisti confermano che la disoccupazione dovrebbe continuare ad aumentare nei prossimi mesi.

“Visto il ritardo rispetto al ciclo economico, ci aspettiamo ancora un rialzo anche se modesto. Le attese sono per un rialzo di qualche decimo fino al 9% e poi di stabilizzazione su questo livello nella seconda parte dell‘anno, per poi iniziare a scendere l‘anno prossimo”, aggiunge Cavallaro.

“Prevediamo per il tasso dei disoccupati un picco di 9/9,2% intorno a fine anno”, dice Davide Stroppa di UniCredit.

Per Anna Grimaldi, economista di Intesa-San Paolo, l‘incremento della disoccupazione continuerà “fino alla prima metà del 2011, periodo in cui ci sarà il picco, in normale ritardo rispetto al ciclo, nell‘area euro e anche in Italia”.

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