27 aprile 2010 / 16:34 / 7 anni fa

Titoli Stato, brividi greci toccano Btp, occhi a prossime aste

MILANO (Reuters) - Si allargano a macchia d‘olio i timori di mercato e investitori sulla tenuta del reddito fisso europeo arrrivando a penalizzare i titoli di Stato italiani, fino a ieri pressoché indenni dal contagio greco.

Il segnale eloquente arriva dell‘asta sul Bot semestrale di questa mattina appena coperta - con i 9,5 miliardi coperti con un bid-to-cover dell‘1,029 - cui seguirà soltanto dopodomani il test fondamentale del nuovo collocamento a medio lungo.

“Il nervosismo cresce e i volumi sono molto sottili, bastano ordini di modesta portata a spostare i prezzi ed è del resto stato quasi eccezionale che i Btp venissero risparmiati” commenta un operatore del mercato secondario.

Sul tratto decennale il differenziale Btp/Bund allunga fino a un picco a fne seduta di 106,9, record dal 120,2 del 15 luglio scorso.

Ciliegina sulla torta - vero e proprio colpo di grazia - la nuova bocciatura dei rating sovrani greco e portoghese da parte di Standard & Poor‘s, portati rispettivamente a ‘BB+’ - primo livello ‘spazzatura’ - e ‘A-’ con prospettive negative per entrambi.

I nervi degli investitori sono ormai da settimane messi a dura prova dalla situazione di sostanziale stallo in cui versa l‘atteso pacchetto di aiuti alla Grecia da parte di Ue e Fondo monetario internazionale che sta ormai scivolando oltre la scadenza elettorale tedesca del 9 maggio.

“E’ prematuro valutare quello che potrà succedere sul secondario italiano... abbiamo visto oggi il primo segnale concreto di come comincino a intaccare anche l‘Italia i timori di contagio” commenta lo strategist UniCredit Luca Cazzulani.

“Si sta cominciando a pensare l‘impensabile, finché continueranno a circolare voci di possibile ristrutturazione del debito greco il mercato tende a fare di tutta l‘erba un fascio.... l‘Italia continua comunque a reggere molto meglio di Spagna e Portogallo o Irlanda” aggiunge.

Si concentrano intanto gli acquisti rifugio sul reddito fisso tedesco e Usa, con il primo che vede il futures Bund inanellare una serie di massimi di contratto e il decennale statunitense in rialzo di un punto pieno, mentre sul mercato dei cambi la valuta unica viaggia ampiamente al di sotto di 1,33 dollari.

Guardando agli sviluppi dello psicodramma greco, fonti della presidenza spagnola fanno trapelare la possibilità di un vertice strordinario in data 10 maggio mirato al via libera del piano di salvataggio Ue/Fmi.

In termini di pura tempistica, si tratterebbe del giorno immediatamente successivo a quello delle elezioni statali in Nord Reno Wesftalia - considerate fonte degli intransigenti commenti del cancelliere Merkel che hanno mosso ieri il mercato - e di una data ampiamente compatibile con la scadenza chiave del 19 maggio prossimo, giorno in cui Atene rischia tecnicamente e concretamente l‘insolvenza a fronte dei 9 miliardi di rimborsi in agenda.

Economista capo di Barclays Capital, Christian Keeler si dice sorpreso della tempistica del declassamento S&P di ben tre ‘notch’ sul debito sovrano ellenico.

“Mi chiedo come mai non abbiano aspettato... la decisione è fondamentalmente giustificata ma il fatto che non l‘abbiano presa prima di questa sera e non intendano attendere nuovi possibili svilluppi sembra dimostrare che stiano seguendo i mercati” commenta.

Mentre il contratto derivato ‘credit default swap’ - il costo dell‘assicurazione dal rischio insolvenza - balza sul tratto a cinque anni a 821 centesimi nel caso della Grecia e al record di 370,3 in quello del Portogallo, l‘equivalente italiano viaggia in rialzo di 15/20 punti base rispetto alla chiusura precedente intorno a 160/165 tick.

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