25 aprile 2010 / 07:39 / 8 anni fa

Generali, arriva Geronzi, lunedì primo giorno scuola

di Gianluca Semeraro

<p>Cesare Geronzi, neopresidente di Generali. REUTERS/Dario Pignatelli</p>

TRIESTE (Reuters) - Cesare Geronzi è approdato ufficialmente alla guida delle Generali e lunedì vivrà il suo “primo giorno di scuola” nel mondo assicurativo.

Sarà un presidente che non avrà alcun compito esecutivo individuale ma soltanto quello di occuparsi della gestione degli organi della compagnia, come da lui stesso spiegato nel corso della conferenza stampa seguita al Cda.

Ad affiancarlo in conferenza stampa i due AD, Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot, il primo anche con la qualifica di ‘group ceo’, che vuol dire che sarà “responsabile delle decisioni finali”, secondo quanto spiegato dal manager.

Rispetto alle attese, il cda ha aggiunto una terza vicepresidenza, quella di Francesco Gaetano Caltagirone, che si affianca alle due già previste di Alberto Nagel e Vincent Bolloré.

“Non conosco ancora il mondo Generali, che mi appresto a conoscere dilingentemente già a partire da lunedì che sarà il mio primo giorno di scuola a Trieste”, ha detto Geronzi aprendo la conferenza stampa. “E’ una giornata importante per le Assicurazioni Generali e per i cambiamenti che si sono realizzati, ma - lasciatemelo dire - anche per me. Sono molto felice di essere stato individuato come persona adatta a sostituire Antoine Bernheim a cui il cda ha attribuito la presidenza d‘onore”, ha aggiunto.

Bernheim è stato il protagonista della mattinata con un lungo discorso d‘addio, di quasi due ore, tra rammarico e spirito polemico in assemblea e l‘abbandono prima che fossero messe ai voti le liste per il nuovo Cda. “Non mi vogliono più, me ne vado. Andate a intervistare le vedettes che sono i nuovi amministratori”, ha detto lasciando la sede.

”Un‘amarezza naturale“ - ha commentato Geronzi - Voglio molto bene a Bernheim e gliel‘ho testimoniato di persona. La presidenza d‘onore è un riconoscimento alla sensibilità dimostrata”.

PER GERONZI CRESCITA ESTERA IMPORTANTE, MA NIENTE AUMENTI

Sul futuro della compagnia Geronzi si pone in perfetta sintonia, con l‘ex presidente Bernheim, che stamane ha detto che Generali non può non crescere per linee esterne. “Certamente la volontà di crescere sui mercati esteri è un obiettivo fondamentale e lo perseguirò fortemente”, ha detto.

“Voglio lasciare un‘impronta. Al termine del mio mandato mi piacerebbe potessi vedere una dimensione ancora più grande della compagnia, un forte radicamento del paese, condizioni per una maggiore redditività e un‘ancora più vivace concorrenza”, ha aggiunto.

Ma sulla necessità di un aumento di capitale per finanziare la crescita esterna, rilanciata stamane da Bernheim, il neo presidente ha frenato: “non sono in vista esigenze che inducano a ritenere prossimo un aumento di capitale”.

Stamane inoltre Bernheim ha raccontato che Generali ha trattato l‘ingresso di investitori libici con un aumento di capitale riservato, operazione che non si è concretizzata perché un azionista chiedeva un prezzo non inferiore ai 29 euro rispetto ai 25 concordati.

Geronzi ha corretto il tiro precisando che “non c’è mai stato in ballo un aumento di capitale dedicato ai libici e nessuna ipotesi concreta ma solo un ‘flatus vocis’”.

Smentite anche le recenti voci di stampa su un progetto di fusione tra Generali e il suo primo azionista Mediobanca.

SI PENSA A COUNTRY MANAGER PER ASSICURAZIONI ITALIA

Con la nuova governance disegnata oggi dal Cda, a Balbinot è attribuita la gestione operativa degli affari assicurativi e riassicurativi all‘estero e della riassicurazione in Italia e all‘estero.

Per la gestione delle assicurazioni in Italia è invece previsto un ‘country manager’ che però non è stato ancora individuato, secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione.

Con Balbinot “lavoriamo insieme da 20 anni, non abbiamo mai avuto discussioni. Parliamo di tutti i problemi e continueremo a farlo in maniera più regolare di prima. Ci troviamo in sintonia e discuteremo di prospettive e sviluppo secondo uno spirito di squadra”, ha commentato Perissinotto.

Per ciò che riguarda la composizione dei comitati, spicca l‘inserimento nell‘esecutivo di Leonardo Del Vecchio che affianca Lorenzo Pellicioli, Geronzi, i tre vicepresidenti e i due AD.

“Oggi è stato approvato con il concorso di Mediobanca e degli altri azionisti già rappresentati in consiglio un significativo cambiamento riguardante la maggiore efficienza e linearità dell‘assetto dei poteri delegati ai vertici della compagnia”, ha commentato Nagel in una dichiarazione resa al termine del consiglio.

“Grande soddisfazione per una governance chiara” è stata espressa anche dal socio De Agostini, come riferito da una portavoce del gruppo.

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