24 aprile 2010 / 07:36 / tra 8 anni

Generali,Bernheim a Piccolo: occasioni shopping ma serve aumento

TRIESTE (Reuters) - La crisi dei mercati ha aperto notevoli opportunità di acquisizioni per Generali e se Antoine Bernheim fosse rimasto alla guida della compagnia triestina avrebbe cercato finanziamenti per mettere a segno qualche operazione.

<p>Antoine Bernheim, che oggi passa a Cesare Geronzi il testimone in Generali. REUTERS Pictures</p>

Lo dice lo stesso Bernheim nell‘intervista a Il Piccolo di Trieste, appuntamento tradizionale prima dell‘assemblea di bilancio del gruppo triestino.

“In una stagione di crisi come questa si aprono enormi opportunità di acquisizioni, a patto di avere i soldi pronti. Avrei cercato i finanziamenti appropriati per procedere ad acquisizioni”, dice Bernheim che oggi passerà il testimone a Cesare Geronzi.

Un aumento di capitale “mi pare logico se l‘obiettivo è una crescita esterna. Ma Mediobanca non ha mai voluto aumenti di capitale per non diluirsi”, ha aggiunto riferendosi al primo azionista di Generali con circa il 14%.

“Ho chiesto tante volte se è preferibile avere il 14% di una società statica o il 12% di una brillante, non ho mai avuto risposta”, prosegue Bernheim.

Il tema di una diluizione di Mediobanca è rimbalzato peraltro ieri su un quotidiano che ha scritto che Bankitalia avrebbe chiesto la riduzione della quota al 10%. Una portavoce di Piazzetta Cuccia ha però definito la voce “destituita di fondamento”.

Sulla sua mancata riconferma al vertice di Generali, Bernheim sottolinea che la sua età - 85 anni - “è chiaramente un pretesto, di sicuro nello stato maggiore di Mediobanca c’è chi non mi ama perché mi sono sempre battuto per l‘indipendenza di Generali”.

Tuttavia il banchiere francese non ritiene che Geronzi sia “il regista di questa manovra né che abbia fatto lui pressioni perché fossi mandato via”.

Sul suo futuro rivela che Gerardo Braggiotti gli ha offerto “un ruolo importante in Banca Leonardo” e che fondi di investimento gli hanno chiesto di entrare nel capitale e nella gestione. “Ma non mi sono messo sul mercato del lavoro”.

Apertura invece per la presidenza onoraria, ruolo che potrebbe permettergli “di mantenere un legame con Generali” che lascia “con vero e profondo dolore”. “Non so cosa sia una presidenza onoraria, non essere nemmeno membro del consiglio di amministrazione vuol dire non contare nulle”, aggiunge tuttavia.

Bernheim racconta poi un interessante aneddoto. “Mesi addietro il premier Berlusconi a una cena all‘ambasciata americana mi disse che sarei rimasto fino a che fosse durata questa crisi economica. La crisi deve essere passata anche se non me ne sono accorto”, dice.

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