21 aprile 2010 / 16:07 / tra 8 anni

Nube, linee aeree potrebbero far causa contro chiusura aeroporti

Di Rhys Jones e Maria Sheahan

<p>Un aereo atterra all'aeroporto delle Midlands orientali. REUTERS/Darren Staples (BRITAIN - Tags: ENVIRONMENT DISASTER TRAVEL BUSINESS)</p>

LONDRA/FRANCOFORTE (Reuters) - Le compagnie aeree europee potrebbero citare in tribunale le agenzie governative per aver chiuso il traffico aereo per ragioni di sicurezza dovute alla nube di polvere vulcanica, laddove non ricevessero un risarcimento per le perdite subite dai loro paesi.

Lo affermano avvocati di diversi studi legali.

I legali ritengono che le compagnie - che, secondo l‘organismo del settore Iata hanno perso 1,7 miliardi di dollari nella crisi - potrebbero fare causa alle agenzie, inclusa la National Air Traffic Services (Nats) britannica, che ha avuto un ruolo cruciale nel chiudere i celi nel Regno Unito.

Jeff Zindani, managing partner presso lo studio legale britannico Forum Law, ha detto al giornale Daily Telegraph di aspettarsi “una raffica di class action da parte delle compagnie aeree e delle società” contro le agenzie governative se non ci fosse un accordo sul risarcimento danni, che potrebbero “superare la soglia del miliardo di sterline”.

Un portavoce dello studio legale Dla Piper ha detto che sta offrendo consulenza a un cliente sulla questione ma di non voler rilasciare commenti ufficiali a riguardo.

Il responsabile della concorrenza dell‘Unione europea ha detto che la Commissione europea potrebbe consentire ai governi Ue di fornire aiuti alle compagnie aeree colpite da perdite, ma che se ciò non accadesse gli operatori potrebbero valutare altri modi per recuperare il denaro perso.

I cieli europei sono stati riaperti oggi dopo che il continente è rimasto isolato da gran parte delle rotte mondiali per cinque giorni a causa della nube di polvere del vulcano islandese che si è diffusa nel nord Europa, lasciando a terra milioni di passeggeri e paralizzando le imprese.

Secondo alcuni legali, tuttavia, una causa contro le agenzie governative potrebbe essere difficile da portare avanti.

“Dovreste stabilire che c‘era un obbligo di attenzione da parte degli organismi come il Nats ma questi potrebbero dire che stavano fornendo le migliori informazioni disponibili in buona fede e pertanto sarebbe difficile”, ha detto Dan Hyde, un avvocato presso Cubism Law a Londra.

Secondo James Healy-Pratt, partner presso il londinese Stewarts Law, le autorità di aviazione hanno agito “con prudenza” e c‘era una “piccola prospettiva di un ricorso” contro di loro, aggiungendo che le compagnie aeree sarebbero coperte contro ogni azione dai viaggiatori.

La tedesca Lufthansa ha detto che non chiederà i danni ma British Airways, che ha perso circa 100 milioni di sterline di ricavi a causa della crisi, ha chiesto all‘Ue e ai governi nazionali di risarcire le compagnie aeree per aiutarle ad affrontare l‘impatto della recessione.

L‘operatore britannico ha aggiunto che risarcimenti furono pagati dopo la chiusura dello spazio aereo Usa a seguito degli attacchi dell‘11 settembre e che l‘impatto della situazione attuale è “ancora più considerevole”.

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