20 aprile 2010 / 18:23 / 8 anni fa

Nube, aeroporti italiani chiedono stato di crisi

BOLOGNA (Reuters) - L‘associazione che riunisce le società di gestione di diversi aeroporti italiani ha chiesto oggi al governo di proclamare lo stato di crisi per calamità naturale, dopo che la nube di cenere sprigionatasi da un vulcano islandese sta pesantemente limitando il traffico aereo in Europa.

Lo dice una nota diffusa questa sera al termine di un vertice d‘urgenza di Assaeroporti, che si è tenuto a Bologna.

“Gli aeroporti che si sono riuniti, 14 società di gestione del centro e nord Italia, sono stati quelli più gravemente penalizzati dal fenomeno e hanno proposto, unanimemente, di richiedere al Governo lo stato di crisi legato alla calamità naturale”, dice il comunicato.

Assaeroporti cita a sostegno della richiesta i “danni all‘intero sistema del trasporto aereo... le migliaia di ore di lavoro perse, per le migliaia di voli cancellati con conseguenti disagi per decine di migliaia di passeggeri nonché... i mancati ricavi generati e... tutti i costi aggiuntivi dovuti all‘assistenza dei passeggeri bloccati nelle aerostazioni, ammontanti a svariati milioni di euro”.

L‘associazione ha detto che intende procedere alla “quantificazione puntuale” dei danni chiedendo un incontro al governo.

Oggi lo spazio aereo italiano è stato riaperto completamente, nel sesto giorno dall‘inizio della crisi dovuta all‘eruzione del vulcano Eyjafjallajökull, anche se molti voli sono stati annullati.

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