14 aprile 2010 / 12:29 / 8 anni fa

Previsioni trimestrali: Italia, Pil 2010 +0,7%, riparte export

MILANO (Reuters) - L‘Italia è tornata timidamente a crescere nel primo trimestre di quest‘anno e archieverà il 2010 con un‘espansione del prodotto interno lordo dello 0,7%, in base alla mediana delle previsioni trimestrali raccolte da Reuters.

<p>Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, in foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

La crescita accelererà lievemente a 1,1% nel 2011 quando si assiterà anche a un rimbalzo degli investimenti, visti ancora negativi dagli economisti quest‘anno dopo il tracollo del 2009, e a un contributo decisamente superiore dell‘export netto.

Infatti, anche se le esportazioni ricominceranno a crescere a ritmo sostenuto già da quest‘anno, il sorpasso più deciso sull‘import avverrà solo il prossimo anno.

“La ripresa italiana mi pare ancora una volta trainata dall‘export e quindi affidata alla ripresa della crescita oltre i confini nazionali”, commenta Giada Giani di Citigroup. L‘economista ritiene che a gonfiare l‘import 2010, assottigliando il contributo del canale estero al Pil, sarà in buona misura la necessità delle imprese di ricostituire le scorte di magazzino, ridotte all‘osso durante la recessione.

“Se da un lato una ripresa trainata dall‘export sottende un persistente problema italiano di consumi interni, dall‘altro ci porta a ben sperare alla luce dei positivi segnali che arrivano dall‘estero”.

DOMANDA INTERNA IN CAUTA RIPRESA

Frenata da un tasso di disoccupazione ostinatamente fermo all‘8,8% quest‘anno e il prossimo, la domanda interna tornerà lievemente positiva nell‘anno in corso, rafforzandosi nel 2011 senza però riuscire a spingere il tasso di aumento oltre lo 0,8%. Nel 2009 la spesa delle famiglie è scesa dell‘1,8%.

“I consumatori rimarranno probabilmente cauti”, commenta Paolo Zanghieri di Oxford Economics, prevedendo un aumento della propensione al risparmio a fronte di una disoccupazione in crescita dal 7,8% dello scorso anno.

“Questo deriva dal fatto che manca un‘adeguata copertura della disoccupazione per la maggioranza dei lavoratori del settore privato e per tutti quelli con contratti di lavoro temporaneo.”.

Zanghieri ricorda poi la fine degli incentivi statali per la sostituzione dell‘auto che hanno spinto i consumatori ad anticipare l‘acquisto proprio in vista della loro scadenza a fine 2009.

Sempre relativamente modeste, seppure in decisa accelerazione rispetto al 2009, le pressioni sul fronte dei prezzi. Gli analisti prevedono che l‘inflazione si porti all‘1,4% in media quest‘anno dallo 0,8% del 2009, per avanzare ulteriormente all‘1,6% nel 2011, numeri sempre ben lontani dal limite-obiettivo del 2% fissato dalla Bce.

SITUAZIONE CONTI PUBBLICI STAZIONARIA

Se la situazione dell‘economia, tra luci e ombre, appare in graduale recupero, quella dei conti pubblici non riserva invece grossi margini di miglioramento.

Con un Pil ancora debole, anche se non più in contrazione, il disavanzo pubblico va ad appesantire il debito spingendolo, secondo gli analisti, leggermente oltre le previsioni ufficiali del governo.

”Il deficit resta sostanzialmente ai livelli dello scorso anno, un livello, va detto, basso in termini relativi rispetto ad altri paesi“, commenta Giani. ”Ma il debito ovviamente continua ad aumentare.

A 5,3% la mediana delle stime sul deficit/Pil 2010 è di poco superiore al 5% su cui conta l‘Italia, lo stesso vale per il rapporto debito/Pil che gli economisti vedono a 117,5% a fine 2010 a fronte del 116,9% inserito dall‘Italia nel Programma di Stabilità presentato a Bruxelles. Nel 2011, inoltre, il debito dovrebbe tornare a calare in rapporto al Pil nelle stime del governo, portandosi al 116,5%. La mediana delle stime Reuters proietta invece un‘ulteriore salita al 119,2%.

(Sondaggio a cura di Viviana Venturi)

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