10 aprile 2010 / 12:39 / 8 anni fa

Berlusconi: più poteri a premier, stop oppressione fiscale

PARMA (Reuters) - Una riforma delle istituzioni che dia più poteri al presidente del Consiglio e poi riforme del fisco e della giustizia per “uscire dall‘oppressione”. Sono le promesse che il premier Silvio Berlusconi ha rivolto stamani alla platea di industriali di Confindustria, riuniti in un convegno a Parma.

<p>Silvio Berlusconi. REUTERS</p>

“Noi siamo convinti che occorra liberare l‘Italia dall‘oppressione burocratica, fiscale e giudiziaria, per fare dell‘Italia un paese che funzioni”, ha detto il premier.

La prima riforma -- “ma non so se lo sarà in ordine di tempo, forse la posticiperemo”, ha puntualizzato -- è quella delle istituzioni.

Berlusconi ha accennato, con lieve polemica, alla sortita del ministro leghista per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli, che ha presentato mercoledì scorso al Quirinale una bozza di riforma della Costituzione con un tempismo che ha suscitato diversi mal di pancia nel Pdl.

“Non è un grave problema. Calderoli pie’ veloce ha voluto usare la cortesia al presidente della Repubblica di portargli una prima bozza di cui aveva sommariamente discusso con me”, ha detto, riferendosi soprattutto alla proposta dell‘elezione diretta del Capo dello Stato in contemporanea alle elezioni legislative, “per fare modo che il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio non siano di colore diverso”.

Ma, ha assicurato Berlusconi, della proposta il governo discuterà in tutte le sedi, parti sociali comprese, “per ascoltare tutte le voci da qualunque parte vengano”, prima di varare un disegno di legge che abbia come punto qualificante quello di “dare al presidente del Consiglio italiano gli stessi poteri di intervento efficace e tempestivo che hanno i suoi colleghi europei”.

Sulla riforma fiscale, che ha definito “urgente e complessa”, Berlusconi non è entrato in dettaglio, ma ha promesso che “disboscherà l‘attuale selva di leggi fiscali per arrivare ad un unico codice fiscale certo”.

Citando poi un suo vecchio cavallo di battaglia, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il premier ha detto che in un anno e mezzo tutti i cittadini e le imprese potranno svolgere le loro pratiche amministrative via computer e Internet con risparmio di costi per tutti.

Infine, sul fronte della giustizia -- in cui si ritiene particolarmente versato, dato che lui è “il più grande imputato di tutti i tempi e dell‘universo” -- Berlusconi ha ribadito che la riforma conterrà l‘assoluta parità tra accusa e difesa e si è detto convinto che dal Parlamento uscirà una legge sulle intercettazioni “che ci ridarà il diritto di parlare in libertà e in riservatezza al telefono”.

Il Senato ricomincerà a discutere del ddl la prossima settimana, dopo uno stop di oltre un anno e mezzo, causato dalle pressioni del Quirinale per rivedere il testo già votato dalla Camera.

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