8 aprile 2010 / 16:08 / tra 8 anni

Grecia, persistono tensioni, spread con bund tocca 450

ATENE (Reuters) - La situazione della Grecia resta tesa, con i mercati che hanno duramente colpito sia i titoli

del debito pubblico sia i titoli azionari del settore bancario, a fronte di una crescente pressione su Atene perché ricorra al sostegno di Europa ed Fmi e al rischio di un taglio di rating in caso di alti costi di finanziamento del proprio debito.

Il governo greco ha faticato a rassicurare i mercati sulla sua solvibilità dopo che il premio chiesto dagli investitori per comprare i titoli del debito pubblico di Atene piuttosto che quelli di Berlino si è impennato per il terzo giorno consecutivo, con lo spread sul titolo a dieci anni arrivato a toccare 453 punti base.

Il ministro delle Finanze greco, George Papaconstantinou, ha annunciato oggi che il deficit del governo centrale è calato del 40% su base annua nel primo trimestre 2010.

“Il deficit del primo trimestre 2010 è sceso a 4,3 miliardi di euro da 7,1 miliardi del primo trimestre 2009”, ha detto il ministro al Parlamento, senza dare altri dettagli.

NUOVI CRITERI BCE PER HAIRCUT SOSTEGNO PER GRECIA

La Banca centrale europea modificherà a partire dall‘inizio del prossimo anno regole sugli ‘haircut’ relativi ai titoli forniti in garanzia in cambio di finanziamenti, come era nei programmi. La novità è che potranno essere ancora usati come collaterale gli asset con rating tra ‘BBB+’ e BBB-', seppur con l‘imposizione di un haircut anche maggiore dell‘attuale.

Lo dice la Bce in un comunicato, dando per altro in questo modo la possibilità alla Grecia di continuare a presentare alle operazioni di finanziamento della banca centrale i suoi titoli di Stato nel 2011 anche in caso di ulteriori downgrade.

La Grecia al momento ha rating ‘A2’ per Moody‘s, ‘BBB+’ per S&p’s e Fitch, tutti con outlook negativi. Ulteriori tagli del rating di Moody’s avrebbero quindi potuto portare a un‘esclusione dei titoli ellenici se si fosse tornati alla soglia minima di ‘A-'.

“Direi che date tutte le informazioni in mio possesso, il default non è un problema per la Grecia”, ha detto il governatore della Bce Jean-Claude Trichet, ribadendo che l‘attivazione del pacchetto di sostegno dipende da Atene, che tali misure non sono sussidi e che comunque i tassi di interesse da applicare sugli aiuti saranno determinati dai governi europei.

RISCHIO TAGLIO RATING E PRESSIONI SU RICHIESTA AIUTI UE-FMI

La Grecia è a rischio di un ulteriore abbassamento del rating da parte di S&P se persistono gli elevati costi di finanziamento e se il governo non rispetta il programma di taglio del debito.

“Comunque, se gli elevati costi di finanziamento persistono e se la conseguente deviazione dal percorso di consolidamento non viene risolta, questo secondo noi potrebbe ritardare il cambio di rotta del governo sul debito e comportare a rating più bassi”, ha l‘analista di S&P per la Grecia, Mark Mrsnik.

E’ tempo che la Grecia faccia richiesta all‘Unione Europea e al Fondo monetario degli aiuti, senza attendere oltre, ha detto in un‘intervista a Reuters Chris Pryce, senior analyst di Fitch Ratings per la Grecia.

“Dipende ora dal governo greco andare pubblicamente all‘Unione europea e al Fmi a chiedere aiuto e supporto. La cosa non può essere rimandata” ha detto Pryce. Ciò perchè “gli spread si stanno ampliando e perchè, nonostante ciò che Ue e zona euro abbiano fatto non c’è ancora chiarezza su ciò che vogliono fare, quando e in che modo”.

Alle 17,30 italiane lo spread tra il titolo a dieci anni del debito della Grecia e del benchmark tedesco si attesta a 428 punti base, con il tasso di interesse del titolo greco con un rendimento del 7,37%, mentre l‘indice del settore bancario greco ha chiuso in ribasso del 6%.

L‘euro continua a soffrire della situazione di Atene, recuperando lo 0,1% sul dollaro a 1,3347/48 dollari, rispetto al minimo della giornata toccato stamani a quota 1,3282 dollari.

Il costo dell‘assicurazione dal rischio insolvenza sui titoli del Tesoro greci a un anno è balzato di 125 punti base rispetto alla chiusura precedente con una fiammata a 600 centesimi, mentre l‘analogo derivato ‘credit default swap’ sulla scadenza a cinque anni mette a segno il nuovo record di tutti i tempi a 450 punti base.

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