31 marzo 2010 / 10:56 / tra 8 anni

Napolitano rinvia al Parlamento legge su lavoro

ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rinviato al Parlamento la legge sul lavoro che introduce la possibilità preventiva di ricorrere all‘arbitrato invece che al giudice per le controversie di lavoro.

<p>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. REUTERS/Khaled al-Hariri (SYRIA - Tags: POLITICS)</p>

Secondo un comunicato, il Quirinale “ha ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale”.

Napolitano cita in particolare gli articoli 31 sull‘arbitrato e 20 sui diritti dei lavoratori a bordo dei navigli di Stato.

Intervenendo al question time di oggi alla Camera, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha detto che “il governo auspica un rapido esame parlamentare circoscritto alle materie segnalate anche al fine di consentire la tempestiva attuazione di importanti deleghe come quella in materia di lavori usuranti”.

Sacconi ha quindi difeso i principi della norma dicendo che “l‘arbitrato di equita si realizza nel rispetto dei principi generali dell‘ordinamento che per il governo già includevano i principi regolatori della materia del lavoro come richiesto dal messaggio e come tali possono essere esplicitati. Il governo ribadisce la propria fiducia verso la contrattazione collettiva cui la legge assegna il compito di fare entrare in vigore l‘arbitrato coniugando le ragioni dei lavoratori e delle imprese in modo che la scelta delle parti sia sempre libera e consapevole”.

Contro il provvedimento aveva scioperato il 12 marzo la Cgil accusando la maggioranza di aver voluto aggirare l‘articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che vieta il licenziamento senza giusta causa.

“E’ una norma incostituzionale”, aveva spiegato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, durante il comizio a Padova, “perché si cerca di introdurre un arbitrato forzoso che costringe i lavoratori a rinunciare a quello che la Costituzione gli consente, cioè di ricorrere al giudice quando vengono violati i diritti di un contratto e i diritti di una legge”.

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