22 marzo 2010 / 12:03 / tra 8 anni

Grecia, Barroso sfida la Merkel su piano aiuti

di Paul Carrel

<p>George Papandreou, primo ministro greco, e Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, in foto d'archivio. REUTERS/Yves Herman</p>

BERLINO (Reuters) - Il presidente della Commissione europea chiede al Cancelliere tedesco Angela Merkel di superare le obiezioni dell‘opinione pubblica tedesca e di favorire un accordo che consenta di creare attorno alla Grecia un cordone di salvataggio per aiutarla a far fronte alle prossime scadenze sul debito e difendere l‘Unione monetaria europea.

In un‘intervista al quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, Barroso si appella ai capi di Stato e di governo, che si riuniranno a Bruxelles giovedì e venerdì, affinchè approvino un meccanismo di sostegno finanziario ad Atene e non mettano a rischio la stabilità della moneta unica, stabilità che è nell‘interesse anche della Germania.

“E’ necessario che da questo summit emerga una decisione, altrimenti l‘incertezza aumenterà ancora e ancora”, ha detto Barroso. “Non possiamo andare avanti così perchè minacciamo la stabilità della zona euro e incoraggiamo la speculazione”.

Il vice Primo ministro di Atene, Theodoros Pangalos, ha criticato la Germania perché consente alle banche di prendere parte a “un gioco deplorevole”, speculando sui titoli di Stato ellenici mentre gli esportatori tedeschi traggono profitto dal calo dell‘euro dovuto alla crisi greca.

L‘incertezza sulla questione greca ha fatto in effetti scivolare l‘euro contro il dollaro al minimo delle ultime tre settimane a 1,3499.

Il differenziale di rendimento tra i decennali di Grecia e Germania è arrivato a 338 punti base, ai massimi dal primo marzo, allargandosi di ben 10 punti base dai livelli di chiusura di venerdì. In rialzo anche il costo di assicurare il debito greco contro l‘ipotesi di insolvenza. Il credit default swap è arrivato fino a 337,5 punti base da 330,1 venerdì alla chiusura a New York, in base ai dati Cma DataVision.

BARROSO RESTA OTTIMISTA

Uno dei portavoce della Merkel ha insistito sul fatto che gli aiuti alla Grecia non sono formalmente sul tavolo del Consiglio europeo. Il portavoce di Barroso ha ribattuto che il Capo dell‘esecutivo comunitario tiene contatti regolari con la Cancelliera tedesca. E ha aggiunto: “Barroso non è deluso. É ottimista sul fatto che si possa raggiungere un accordo”.

I 16 paesi della zona euro restano comunque divisi su se e come fornire aiuto finanziario alla Grecia. Le difficoltà di bilancio di Atene hanno fatto sprofondare l‘Unione monetaria nella crisi più profonda dalla sua creazione 11 anni fa.

I commenti di Barroso sembrano metterlo in linea di collisione con la Merkel che deve fronteggiare in casa una netta opposizione a qualunque ipotesi di salvataggio proprio mentre si avvicinano le importanti elezioni regionali di maggio dove è in gioco la maggioranza della coalizione di centrodestra in uno dei due rami del Parlamento tedesco.

Domenica la Merkel ha ripetuto che Atene, dopo aver approvato misure draconiane di riduzione del deficit, al momento non ha bisogno di denaro, posizione confermata dal primo ministro greco George Papandreou in una telefonata con il Cancelliere.

“Questa è la ragione per la quale consiglierei di non alimentare false aspettative sul consiglio di giovedì”, ha detto la Merkel alla radio tedesca Deutschlandfunk. “All‘ordine del giorno del summit non ci saranno gli aiuti perchè la stessa Grecia dice di non averne bisogno al momento”.

OPINIONE PUBBLICA TEDESCA CONTRARIA

La Banca centrale greca ha detto che il deficit 2009 ha raggiunto il 12,9% del Pil, risultato ancora più alto del 12,7% annunciato dal nuovo governo socialista in ottobre e che rappresentava il doppio delle stime dell‘esecutivo precedente.

La Banca di Grecia ha detto che l‘economia è caduta in un circolo vizioso con il Pil previsto in calo del 2% quest‘anno dopo una discesa simile nel 2009, e che l‘unica via di uscita è una drastica riduzione di deficit e debito.

Un sondaggio FT/Harris pubblicato sul Financial Times di oggi mostra che il 62% dei tedeschi sono contro l‘ipotesi che il loro governo aiuti Atene mentre solo il 20% è favorevole.

Un terzo dei tedeschi ritiene che bisognerebbe chiedere alla Grecia di uscire dall‘euro mentre il 40% crede che la Germania starebbe meglio fuori dall‘unione monetaria.

Mentre la maggioranza degli spagnoli sostengono l‘ipotesi di aiuti Ue alla Grecia le opinioni pubbliche in Francia e Italia sono divise. Parigi e Roma hanno chiesto a gran voce di sostenere Atene in parte perchè temono di poter essere i prossimi obiettivi della speculazione dopo la Grecia.

Qualunque programma di sostegno finanziario ad Atene dovrebbe ricevere il via libera della Corte costituzionale tedesca che negli anni Novanta, quando ha approvato il Trattato di adesione alla moneta unica, ha fissato una serie di paletti per evitare trasferimenti di denaro ad Stati membri dell‘eurozona.

Visti gli ostacoli legali e politici i consiglieri di Angela Merkel hanno suggerito che la Grecia giochi la carta del Fondo monetario internazionale.

Ma Barroso ha ricordato oggi alla Germania che è nel suo stesso interesse preservare la stabilità della zona euro che rappresenta il primo mercato di sbocco per le esportazioni tedesche.

“Garantire la stabilità dell‘unione monetaria è nell‘interesse tedesco”, ha detto il presidente della Commissione Ue all‘Handelsblatt. “Sono sicuro che la Germania darà un contributo costruttivo alla risoluzione di questa crisi”.

Altri paesi della zona euro si sono schierati al fianco di Barroso dicendosi pronti a raggiungere un accordo in settimana.

Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini si è pronunciato a favore di un compromesso prima del vertice Ue e il collega austriaco ha detto che il summit dovrebbe decidere un piano di sostegno per la Grecia.

Una settimana fa, in occasione dell‘Ecofin, il ministro dell‘Economia italiano, Giulio Tremonti, ha detto che l‘Italia avrebbe appoggiato la soluzione più europea e più coordinata per sostenere la Grecia e si è mostrato aperto all‘ipotesi di ricorrere al Fondo monetario internazionale.

Con l‘appoggio di Merkel all‘opzione Fmi, sembra sopito il dibattito sulla necessità di creare un Fondo monetario europeo, idea lanciata dal ministro delle Finanze tedesco.

La settimana scorsa il nuovo capo dell‘agenzia greca per il debito Pdma ha rivisto al ribasso a 16 miliardi di euro la necessità di finanziamento della Grecia entro la fine di maggio. Petros Christodoulou ha detto che 23 miliardi di euro di debito greco sono in scadenza tra il 19 aprile e il 23 maggio ma il governo può contare su 7 miliardi di saldo positivo.

Barroso aveva detto venerdì scorso che i 16 paesi della zona euro dovrebbero coordinarsi per fornire prestiti bilaterali alla Grecia, aiutandola a rifinanziare il debito, che si avvicina al 120% del Pil.

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