19 marzo 2010 / 14:02 / 8 anni fa

Intesa SP, utile senza poste extra in calo, torna cedola

<p>Corrado Passera, amministratore delelgato di Banca Intesa Sanpaolo, in foto d'archivio. REUTERS/Remo Casilli</p>

MILANO (Reuters) - Intesa Sanpaolo chiude il 2009 con un utile netto normalizzato di 2,591 miliardi, in calo del 28,4%, ma torna a distribuire un dividendo dopo lo stop del 2008.

“Il 2009 è stato un anno in linea con le nostre attese e il fatto che siamo riusciti a fare quello che ci prefiggevamo ci ha dato fiducia nel distribuire un dividendo”, ha commentato l‘AD Corrado Passera in conference call. “Questa è stata la regola che abbiamo seguito e questa sarà la regola in futuro”, ha aggiunto.

Il dato normalizzato esclude le principali componenti non ricorrenti, tra cui nel quarto trimestre, la plusvalenza di 439 milioni derivante dalla cessione di Findomestic. Tenendo conto anche delle poste non ricorrenti, l‘utile risulta in crescita del 9,9% a 2,805 miliardi.

Il consiglio ha dunque deliberato la distribuzione di un dividendo di 0,08 euro per le ordinarie e di 0,091 euro per le risparmio.

Per il 2010 l‘attesa è di un utile netto superiore a quello del 2009. Con l‘insediamento del nuovo consiglio, che verrà rinnovato con l‘assemblea di fine aprile, sarà decisa anche la data di presentazione del nuovo piano industriale, “un piano solido e forte”, ha detto Passera.

Il titolo, tonico per tutta la mattinata, dopo una fiammata immediatamente successiva all‘annuncio dei conti ha virato in territorio negativo, segnando, a pochi minuti dalla chiusura, -2,41% contro uno stoxx di settore piatto.

“Il classico movimento di ‘sell on news’ dopo conti in linea”, secondo alcuni trader.

CORE TIER AL 7,1%, OLTRE 9,1% CON CAPITAL MANAGEMENT

A fine 2009 migliorano i coefficienti patrimoniali con il Core Tier I che passa al 7,1% dal 6,3% e il Tier I all‘8,4% dal 7,1%.

Potenzialmente, considerando le azioni di capital management già annunciate e quelle a disposizione del gruppo, il Core Tier I sarebbe oltre il 9,1% e il Tier I oltre il 10,4%.

“Una banca come la nostra può sentirsi tranquilla con un Core Tier I intorno all‘8% e un Tier I intorno al 9%. Abbiamo quindi spazio per affrontare eventuali richieste delle autorità o avverse condizioni di mercato. Abbiamo almeno 100 punti base di riserva con il capital management che ritengo però non avremo bisogno di usare”, ha spiegato Passera.

Il manager non esclude quindi acquisizioni, di sportelli o piccole banche, nelle regioni in cui si ritiene di non avere una presenza sufficiente.

RICAVI IN CALO, PICCO COSTO CATTIVO CREDITO IN 2009

Nel 2009 i ricavi totali, rappresentati dai proventi operativi netti, hanno visto un calo del 2% a 17,48 miliardi con interessi netti che scendono del 9% a 10,5 miliardi.

In calo anche le commissioni nette (-6,3% a 5,341 miliardi), mentre il risultato dell‘attività di negoziazione è positivo per 1,122 miliardi dopo il saldo negativo di 53 milioni del 2008.

Il risultato della gestione operativa supera di poco gli 8 miliardi (+0,4%) con un cost/income ratio che scende al 54,1% dal 55,2%.

Nel 2009 accantonamenti e rettifiche hanno raggiunto quota 4,238 miliardi, quasi 1 miliardo in più del 2008, per un costo del cattivo credito di 99 punti base. “Pensiamo che nel 2009 vi sia stato il picco del costo del credito, che nel 2010 sarà certamente inferiore”, ha detto Passera.

Il solo quarto trimestre ha visto un utile netto normalizzato di 403 milioni (da 219 milioni del 2008) e ricavi totali per 4,3 miliardi (-4,7%).

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