18 marzo 2010 / 18:42 / 8 anni fa

Generali, Bollorè chiude domani consultazioni in Mediobanca

MILANO (Reuters) - Si chiude domani con l‘imprenditore francese Vincent Bollorè il primo giro di consultazioni in Mediobanca per la nomina dei nuovi vertici della partecipata Generali.

La situazione resta fluida e il tema è ancora aperto, secondo quanto riferiscono alcune fonti vicine alla situazione. A riprova di ciò non risulta ancora convocato il comitato nomine di Mediobanca da cui uscirà la proposta per la lista dei consiglieri e quindi il nome del nuovo presidente di Generali.

“Lo scenario è ancora difficile da capire”, dice una delle fonti. Le fa eco una seconda fonte che sottolinea che “è ancora tutto aperto”.

Domani è in agenda una riunione del comitato esecutivo di Mediobanca, assolutamente di routine. Tuttavia a latere della riunione dovrebbe esserci il confronto tra Bollorè, rappresentante del gruppo dei soci esteri, con i manager di Mediobanca, tutti presenti nell‘esecutivo, e il presidente Cesare Geronzi, spiega la seconda fonte.

La settimana per Mediobanca è stata sotto questo profilo particolarmente intensa: soltanto ieri nella sede di Piazzetta Cuccia si sono recati Fabrizio Palenzona, espressione del mondo Crt e vicepresidente UniCredit, che avrebbe incontrato l‘Ad Alberto Nagel e il direttore generale Renato Pagliaro, e Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo, che con Geronzi si sarebbe però confrontato prevalentemente su Rcs alla vigilia del cda sui conti e delle nomine della controllata Rcs Quotidiani, spiega una delle fonti.

Lo stesso Bazoli, qualche giorno fa, si era tirato fuori dal valzer di nomine per Generali dichiarando che “gli orientamenti matureranno nell‘ambito dei grandi soci” e che del tema non parla con nessuno.

Oggi è stato il turno di Carlo Pesenti che ha dichiarato però di aver parlato “di macchinari e impianti” e dell‘imprenditore romano, socio di Rcs, Pierluigi Toti.

IPOTESI GERONZI PREVALE, MA SI FA LARGO ‘SOLUZIONE INTERNA’

L‘ipotesi di un approdo di Geronzi alla guida di Generali - da tempo rilanciata dalla stampa anche se mai confermata, nemmeno come intenzione, da parte del diretto interessato - resta quella prevalente anche se si fa largo l‘alternativa di “una soluzione interna”, caldeggiata soprattutto dal mondo triestino, dicono le fonti.

“Generali è un‘azienda sana, una delle maggiori assicurazioni in Europa, ha un team che ha voglia di correre. Non è dunque affatto peregrina l‘ipotesi di una soluzione interna”, spiega la prima fonte che però non si sbilancia su quale potrebbe essere il nome del nuovo presidente qualora questa ipotesi avesse la meglio.

Gli equilibri potrebbero mutare peraltro alla luce della novità emersa ieri nell‘azionariato di Generali con l‘acquisto da parte di Fondazione Crt e Ferak del 2,26% da UniCredit, azioni che torneranno ad avere diritto di voto nell‘assemblea di Generali di fine aprile. “E’ ancora presto per capire se e come questa operazione sposta gli equilibri”, dice però la prima fonte.

L‘eventuale approdo di Geronzi a Generali “apre un possibile corridoio per l‘arrivo di Palenzona a Mediobanca”, secondo la fonte.

“E’ un manager esperto, rappresenterebbe un bilanciamento rispetto a Geronzi, è politicamente trasversale e dal punto di vista economico è un punto di snodo del mondo delle infrastrutture”, spiega.

Allo stesso modo però appare percorribile l‘ipotesi Pagliaro che rafforzerebbe la vocazione prettamente industriale e manageriale di Mediobanca a scapito del ruolo di ‘salotto politico’ di Piazzetta Cuccia.

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